Capistrello, spaventa i compaesani con false lettere del ministero

L'uomo è finito nel mirino dei carabinieri anche per aver scritto a donne del posto, offendendole con volgarità di ogni genere con chiari riferimenti sessuali. Una cinquantina le lettere inviate
CAPISTRELLO. Ha spedito una cinquantina di lettere ai suoi compaesani, facendo credere che erano stati convocati dal ministero dell’Interno o da quello di Giustizia e in alcuni casi dal Cam o da altri Enti. Ha scritto poi a delle donne del posto, offendendole con volgarità di ogni genere con chiari riferimenti sessuali. Tra le “vittime” anche una minorenne. Un disoccupato di 53 anni di Capistrello, è stato denunciato dai carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Vincenzo Mella.
Gli viene contestata una lunga lista di reati: atti persecutori, molestie, stalking, ingiuria, falso materiale e contraffazione di sigilli. Le indagini sono scattate dopo la denuncia di alcune delle persone raggiunte dalle lettere. Nelle missive si intimava di presentarsi nelle sedi di alcuni Ministeri, a seguito di indagini su spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione e altro. I militari hanno lavorato per mesi, risalendo a un unico autore, che scriveva quasi sempre in dialetto capistrellano. Un lavoro facilitato anche dal fatto che le lettere con sfondo sessuale erano tutte scritte a mano.
Fino alla notte scorsa, quando i carabinieri si sono presentati nella casa del 53enne per perquisirla. I militari dell'Arma hanno trovato fogli di carta intestata, sigilli, timbri falsati e alcune lettere. Tutto il materiale è stato sequestrato insieme al computer che secondo gli inquirenti è quello utilizzato per scrivere. Si procederà ora con una perizia calligrafica e con l’analisi del pc e del materiale. L’operazione è stata coordinata dal capitano della compagnia dei carabinieri di Tagliacozzo, Edoardo Commandè.

