Capitale della cultura Arrivano gli esperti: «Possiamo farcela»

Il comitato per la candidatura incontra le associazioni locali C’è anche chi ha lavorato nel programma “Matera 2019”
L’AQUILA. Alla candidatura dell’Aquila come Capitale della cultura 2026 lavoreranno anche esperti già ingaggiati da Matera, che nel 2019 conquistò lo stesso prestigioso ruolo ma a livello europeo. Lo ha sancito ieri il Comune, con una determina di affidamento alla ditta padovana Arteco, per un valore di oltre 36mila euro. La decisione viene motivata, nello stesso atto, spiegando che il gruppo di lavoro «si occupa di progettazione culturale a livello internazionale con commissioni che vedono la consulenza su pratiche partecipative nei musei americani, studio per la valutazione di impatto sociale dei processi partecipativi del programma Matera Capitale europea della cultura 2019, interventi formativi sul tema della partecipazione in ambito culturale in Italia e all’estero e vede al proprio interno Lorenza Basili, architetto con esperienza artistica internazionale e Pier Luigi Sacco, esperto di progettazione culturale a livello internazionale».
Nello stesso giorno dell’affidamento, anche i rappresentanti della Arteco sedevano ieri nell’incontro pubblico all’Auditorium del Parco del comitato che dovrà preparare il dossier. «L’Aquila può diventare città laboratorio delle aree interne», ha spiegato Sacco, «questa candidatura può sviluppare un potenziale particolare. La città può essere presentata come un multiverso in cui tante realtà coesistono: multiculturalità, multidisciplinarietà, multiservizi». Obiettivo dell’incontro era quello di raccogliere progetti da parte di istituzioni, enti ed associazioni che vogliano fornire il loro contributo per andare poi a comporre il dossier che verrà realizzato per presentare la candidatura della città entro mercoledì 27 settembre. «Abbiamo lanciato una chiamata pubblica di manifestazione di interesse», ha aggiunto il professor Alessandro Crociata parlando alle associazioni riunite. «Il punto di svolta più rilevante di questa candidatura è cercare di attivare un nuovo canale di sviluppo in cui la città capitale diventi in grado di portare sviluppo a un territorio molto più esteso, come le aree interne e i piccoli comuni intorno all’Aquila». Con loro, nel comitato per L’Aquila Capitale della cultura 2026, anche Valeria Pica e Claudio Calveri.
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