Capitale della cultura, ultima sfida Pescina: «Ecco perché sceglierci»

La delegazione in audizione a Roma: illustrato il dossier col quale aspira a ottenere il prestigioso titolo Ascoltato anche il presidente della Regione, Marsilio: «Pronti a reperire i fondi necessari ai progetti»
PESCINA. Nell’audizione a Roma, la delegazione di Pescina, guidata dal sindaco Mirko Zauri, che aspira a conquistare il titolo di “Capitale italiana della cultura 2025”, non si è limitata soltanto a una lucida analisi delle cause che inducono allo spopolamento delle aree interne. Ma ha dimostrato anche di avere le idee chiare su cosa fare per rivitalizzarle. Alla giuria che le ha chiesto dove la città troverà i fondi per attuare il suo progetto, qualora divenisse “Capitale della cultura”, la delegazione ha risposto citando l’articolo 118 della Costituzione che recita: Stato, Regioni, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà».
Dunque Pescina per realizzare il suo programma, oltre che sulle Istituzioni pubbliche abruzzesi, a cominciare dalla Regione, il cui presidente Marco Marsilio, presente all’audizione, si è detto pronto a «reperire tutti i fondi occorrenti», potrà contare su oltre 50 associazioni del territorio e su soggetti privati, La presenza del presidente Marsilio sta a significare anche quanto l’Abruzzo tenga a questo prestigiosissimo riconoscimento. Qualora Pescina dovesse divenire “Capitale italiana della cultura”, ne sarebbe orgogliosa l’intera Regione.
All’inizio dell’audizione, la giuria si è voluta complimentare con l’intera comunità di Pescina per essere riuscita con tenacia e determinazione a raggiungere il ragguardevole traguardo di rientrare tra le dieci città finaliste, superando la concorrenza di molte altre prestigiose candidature.
IL DOSSIER
Il dossier è stato illustrato da Tiziana Cucolo, presidente del Centro internazionale di studi Ignazio Silone e direttrice del comitato di coordinamento.
«Dossier», ha esordito Cucolo, «che non nasce dall’esclusivo riconoscimento delle preziose risorse paesaggistiche, storiche, monumentali e tradizionali di Pescina, ma dall’urgenza di intraprendere un’analisi critica e interpretativa dei punti di debolezza presenti nel territorio. Non pretendiamo», ha proseguito la presidente, «di voler risolvere l’annoso fenomeno dello spopolamento, durante l’anno dedicato alla celebrazione della Capitale italiana della cultura. Intendiamo, invece, proporre strategie per l’attuazione di un concreto intervento, volto al riequilibrio e al rafforzamento di una crescita economica, sociale e ambientale che si ponga come integrata, duratura, inclusiva e sostenibile, in coerenza con gli obiettivi dell’Agenda 2030, avendo come modello le comunità che con ostinata generosità non sono rimaste immobili di fronte a un originario svantaggio geografico ed economico, ma che con tenacia, orgoglio e dinamismo, continuano a difendere la propria identità comunitaria nella sua irripetibile unicità».
«Un dossier», ha proseguito, «che non chiede assistenzialismo, ma solo la possibilità di rendere questa terra riconosciuta e riconoscibile a partire dalla ricostruzione di un sistema territoriale, infrastrutturale e culturale che si configuri come integrato, aperto, accessibile, attraverso il coinvolgimento dei comuni limitrofi».
Il programma culturale proposto nel dossier, prevede la realizzazione di 150 eventi, che vedono coinvolti più di 200 artisti, talenti e risorse, presenti fuori e dentro il territorio che si è inteso valorizzare, promuovere e tutelare.
All’interno del dossier vengono individuate tre macro-aree: Pescina per la cultura, per la sperimentazione creativa e per la sostenibilità ambientale.
TERZO PILASTRO
Pescina economicamente potrà contare molto anche sulla Fondazione internazionale Terzo Pilastro, presieduta dal professor Francesco Maria Emanuele Emmanuele.
A questo mecenate siciliano si deve il restauro dal 2016 al 2020 della casa di Ignazio Silone, divenuta Museo, il finanziamento del Parco letterario e l’istituzione di borse di studio per giovani.
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