Capo dei vigili, il caso finisce in Procura

5 Giugno 2020

Esposto alla Finanza contro la nomina (prorogata) di Amorosi: «È incompatibile perché già dirigente municipale»

L’AQUILA. Mentre il Comune proroga di sei mesi l’incarico dirigenziale al dottor Tiziano Amorosi scoppia il caso su uno degli incarichi che egli ricopre: quello di responsabile della polizia municipale.
Ci sono, al riguardo, una nota della Cgil al sindaco e una denuncia penale presentata dall’ex comandante dei vigili urbani, Ernesto Grippo; prese di posizione che, va precisato, non sono contro il dirigente, ma contestano le modalità di nomina dell’ente. Entrambe fanno riferimento alla violazione della legislazione regionale. Secondo una nota inviata al Comune dal sindacalista Anthony Pasqualone, la nomina di Amorosi «è in aperto contrasto con la legge regionale per la quale «il ruolo di comandante può essere attribuito solo a personale inquadrato nei ruoli della polizia locale. Tale situazione di incompetenza perdura nonostante gli ammonimenti giunti dalla Regione laddove ribadiva che la figura del comandante della polizia locale è unica e infungibile nell’ambito dell’ente. Da ciò consegue l’illegittimità di ogni nomina, anche temporanea, di comandante effettuata a favore di soggetti non inquadrati nei ruoli della polizia locale».
«Da ultimo», prosegue Pasqualone, «con disposizione del 24 marzo scorso, il dottor Amorosi ha sostanzialmente delegato l’intera struttura della polizia municipale al tenente colonnello Lucio Di Berardino, nominato responsabile del Comando, il quale si trova, di fatto, nel ruolo di comandante senza essere stato investito del relativo incarico».
«A oggi», scrive, nella denuncia presentata alla Finanza, l’ex titolare dell’incarico, Grippo, «risulterebbe che il dottor Amorosi è titolare di 4 incarichi dirigenziali, ma solo due decreti del sindaco sono rinvenibili nel sito dell’amministrazione trasparente, il settore polizia municipale viene indicato come settore attribuito ad interim, ma nel decreto sindacale non si fa riferimento all’interim». Egli, inoltre, ricorda una delibera Anac nella quale si riporta una sentenza del Consiglio di Stato che ha rilevato come «il Corpo di polizia municipale rappresenta un’unità organizzativa unitaria e autonoma rispetto ad altre strutture» e inoltre che «nel Corpo di polizia urbana al vertice c’è un comandante, che ne risponde al sindaco. Tale posizione non è affidabile a un dirigente amministrativo che non abbia lo status di appartenente al Corpo di polizia locale». Inoltre ribadisce che la legge regionale del 2013 stabilisce «che la funzione di comandante è incompatibile con lo svolgimento di altre funzioni o incarichi nell’ente».
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