Capolavori di Mariani all’asta: «Ora la città rischia di perderli»

31 Gennaio 2023

Le tre tele su Inferno, Purgatorio e Paradiso commissionate dall’Atam, in vendita a 600mila euro Il figlio del maestro: «Grande attenzione da fuori Italia, la Regione si faccia carico dell’acquisizione»

L’AQUILA. «Saliva su una scala per guardare le enormi opere dall’alto, poi con un pennello legato a lunghi bastoni eseguiva i ritocchi. Era molto libero nel gesto e nel segno. Uno spettacolo, per chi guardava». Daniele, figlio del maestro Marcello Mariani e promotore d’arte, ha ben impresse nella memoria le immagini di quei giorni in cui aiutava il padre nella realizzazione delle tre opere, di straordinarie dimensioni, che verranno battute all’asta ia marzo: l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso. Erano gli anni Novanta. «Ero uno studente universitario», racconta. «Tornai da Bologna proprio per aiutare mio padre a realizzare queste opere immense, che gli erano state commissionate dall’Atam (Associazione teatrale abruzzese e molisana) e in particolare dall’allora presidente Enzo Gentile». Tele maestose realizzate all’interno del teatro Sant’Agostino. «In uno stanzone enorme, nascosto da un tendone rosso, mio padre ha lavorato per mesi a quelle tele», continua Daniele. «Ricordo ancora i bozzetti, lo studio delle proporzioni, lo sforzo di entrare nell’immaginario dantesco». Un lavoro incredibile che L’Aquila rischia adesso di perdere per sempre. «Negli ultimi mesi sto trattando con grandi musei internazionali, il massimo della cultura italiana ed europea per l’arte contemporanea. Stanno monitorando, studiando l’arte di mio padre per possibili future acquisizioni, che penso siano molto vicine», spiega Daniele. «C’è una grande attenzione». Ghiotta, dunque, potrebbe essere l’occasione dell’asta giudiziaria della prossima primavera anche per acquirenti stranieri. Le opere sono infatti state messe in vendita con una base d’asta di 190mila euro l’una: è dunque possibile acquistare il trittico a meno di 600mila euro. «L’Aquila in passato ha perso tante occasioni. Sarebbe opportuno che non perdesse anche questa», commenta il figlio del maestro. «Le tre opere sono state recentemente restaurate dall’Accademia di belle arti, grazie a un finanziamento della Fondazione Carispaq per migliaia di euro. L’Atam, proprietario, è un ente regionale, per cui anche la Regione potrebbe farsi carico di questa acquisizione. Penso che la vocazione delle tele sia quella di rimanere nel pubblico. Spero sia possibile realizzare un raggruppamento di forze, una coalizione tra pubblico e privato che si faccia carico di acquistarle per farle rimanere in città». Sul futuro del trittico: «Potrebbe essere esposto in una cavallerizza del castello cinquecentesco, dove verrà aperta la nuova sede del Munda, oppure all’interno della chiesa di Santa Maria Paganica, una volta restaurata. L’Aquila rischia di fallire un colpo grosso: le più grandi città colte ed evolute sono ricche di arte contemporanea».
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