Capoluongo: non starò dietro la scrivania

Il nuovo questore si presenta: in questa città un laboratorio di innovazione delle politiche di sicurezza
L’AQUILA. «L’Aquila diventerà un laboratorio di innovazione delle politiche di sicurezza».
Lo ha detto il nuovo questore dell’Aquila, Gennaro Capoluongo, in occasione della conferenza stampa di presentazione in occasione del suo insediamento. Un modo per mettere a frutto le esperienze investigative che il questore ha svolto nell’ambito di organismi internazionali. Ha poi tenuto a precisare che la sicurezza si fa anche sentendo le opinioni dei cittadini per interpretare le loro esigenze. «Non amo fare proclami», ha detto, «ma non sarò il questore che sta dietro alla scrivania, sarò anche in mezzo alla gente».
«L’Abruzzo», ha detto, «non è una regione che genera criminalità, ma non dobbiamo abbassare la guardia per preservare il territorio dalla malavita anche straniera». «L’Italia», ha detto, «come strumenti per battere la criminalità non è seconda a nessuno e la nostra legislazione è presa a modello». Capoluongo non era mai stato all’Aquila se non una volta alla scuola della Finanza. E ieri ha fatto un primo giro in centro. «L’Aquila», ha commentato, «mi sembra una città in forma che smaltisce gli effetti del sisma e vedo segnali di vitalità».
Tra le tante esperienze lavorative, il dirigente ha coordinato la cooperazione internazionale in indagini di contrasto della criminalità organizzata, tra cui vanno ricordate quella riguardante la strage di Duisburg in Germania che ha portato all’arresto di pericolosi affiliati alla ’ndrangheta e alla cattura di boss pericolosissimi.
Ieri, prima della conferenza stampa insieme al questore vicario, Andrea Marasco, e al commissario, Emanuela Romano, Capoluongo è stato ricevuto dal prefetto Cinzia Torraco. (g.g.)
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