Caporalato, “contabile” muto davanti al gip

10 Novembre 2021

Il pakistano arrestato ha respinto ogni accusa. Intanto negli uffici della Procura sfilano i testimoni

AVEZZANO. «Prendevo 5 euro a ora al lavoro nei campi del Fucino e guidavo una squadra di braccianti». È quanto affermato ieri da Shah Aussain, davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale di Avezzano, Maria Proia, nel corso dell'interrogatorio di garanzia nell'ambito dell'inchiesta della Finanza sul caporalato. Si tratta di uno dei due arrestati nel corso dell'operazione portata a termine nei giorni scorsi nella piana del Fucino. Il pakistano, che oggi lavora come aiuto cuoco, accompagnato dal suo legale, Felice Iacoboni, ha respinto ogni accusa affermando sì di aver lavorato nell'azienda al centro degli accertamenti aggiungendo, però, di non aver mai sfruttato nessuno essendo lui un lavoratore come gli altri. Per lui è stata avanzata un'istanza di scarcerazione. Si è presentato in tribunale anche il presunto contabile dell'azienda, Massimo Vagnoni, incensurato, residente ad Ancona, dove si trova agli arresti domiciliari. Difeso dall'avvocato Raffaele Mezzoni, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Continuano intanto le audizioni di decine di pakistani che, secondo le accuse, sarebbero stati sfruttati per mesi nei campi e costretti a lavorare anche 14 ore al giorno, a 5 euro all'ora. La procura di Avezzano ha chiesto e ottenuto l'incidente probatorio volto a raccogliere, come prova, le testimonianze delle parti offese. Sono ancora ricercati gli altri due indagati nei confronti dei quali è stato emesso un ordine di custodia cautelare. Uno di loro è il presunto "caporale" mente dell'organizzazione a cui risultava intestata la società agricola con sede a Trasacco. L'operazione è stata portata a termine dalla finanza di Avezzano in collaborazione con l'Ispettorato del lavoro e si è conclusa giovedì mattina con le misure cautelari emesse. L'inchiesta è ancora in corso. (p.g.)
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