Cara Università: spesi 8 milioni in 13 anni

5 Giugno 2018

Ecco il dossier che mostra quanto il Comune sborsa per sede e stipendi dei docenti. E il numero degli studenti è in calo

AVEZZANO. In tredici anni la facoltà di Giurisprudenza di Avezzano, sede distaccata dell’Università di Teramo, è costata 7 milioni e 700mila euro. Soldi sborsati dal Comune e quindi dai contribuenti avezzanesi. La maggior parte della spesa – 6.170.000 euro e spiccioli – fa riferimento ai contributi versati all’Unite per pagare gli stipendi ai docenti in trasferta nella Marsica. Il resto della spesa è relativo a utenze telefoniche, bollette per l’energia elettrica, riscaldamento, spese per il personale. Il tutto a fronte di un’entrata complessiva di poco più di 1 milione e 200mila euro. Cifre e voci che sono in un dossier rimasto chiuso in un cassetto del Comune di Avezzano e di cui il Centro è entrato in possesso. Un documento che mostra i numeri della struttura scolastica aperta nel 2004 dopo una estenuante battaglia politica. Il periodo di riferimento va appunto dal 2004 al 2016 e indica anche il numero di iscritti. La punta massima degli studenti si è avuta nel 2007 con 589 iscritti, che poi sono andati via via diminuendo, fino ai 323 del 2016. In dieci anni ne sono stati persi 266. E il Comune è arrivato a pagare, per ogni studente, circa 150 euro al mese.
Nell’ultimo anno, poi, le matricole sono appena 14, stando a quanto evidenziato dal sindaco Gabriele De Angelis in un recente intervento. Affermazione che ha innescato un dibattito, l’ennesimo sul caso, senza però conoscere le reali cifre della spesa sostenuta per la facoltà di Giurisprudenza. Cifre che il Centro è in grado di documentare. «L’Ateneo ci costa 600mila euro all’anno e quest’anno abbiamo solo 14 nuovi iscritti, ma non la chiuderemo perché la città la vuole»: le parole del sindaco pronunciate lo scorso marzo.
Ma già nel 2015 il caso caro-Università fu sollevato dall’allora capogruppo del Partito democratico, Carlo Tinarelli, nel corso di un consiglio comunale. Disse Tinarelli: «L’Università è un fallimento». Un’esternazione che anche allora scatenò polemiche, ma poi tutto finì nel dimenticatoio. E negli anni, c’è da aggiungere, i problemi della sede si sono amplificati. Il corso di Giurisprudenza era stato inaugurato nell’ex scuola media di via Napoli. Fino al 2013 quando l’edificio era stato dichiarato inagibile e i ragazzi avevano iniziato una vera via Crucis per la città. Trasferiti prima al Liceo Croce, poi al castello Orsini, quindi in parte nella struttura di “Sviluppo Italia” e in parte nell’ex centro di formazione professionale in via Pertini. Alla fine, dopo annunci di trasferimento a Palazzo Torlonia o nei vecchi granai, gli universitari sono stati accolti al piano terra del Liceo Classico. In attesa di una sede più adeguata. Visto che più volte i ragazzi hanno lamentato l’assenza di servizi basilari per qualsiasi università, a cominciare dal wi fi.
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