Carabiniere ferito a sprangate, un arresto

Manette anche per il complice nella raffica di perquisizioni compiute nel Fucino: indagate altre 14 persone
AVEZZANO. Si erano ribellati a un blitz dei carabinieri e prima di fuggire nei campi avevano colpito un brigadiere con una spranga di ferro. Era il 23 marzo. Dopo oltre due mesi sono stati individuati e fermati i presunti autori dell’aggressione, avvenuta in una rimessa agricola abbandonata alla periferia di Avezzano e costata ventuno giorni di prognosi al rappresentante dell’Arma.
Si tratta di due nordafricani domiciliati in città: Abderrazak Nassite, 35 anni, agli arresti domiciliari, e Tarik Mounir detto Giambarek, 31enne, sottoposto a obbligo di dimora. Sono accusati di spaccio, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. I provvedimenti portano la firma del gip Maria Proia e arrivano a conclusione di una più vasta operazione antidroga ordinata dal sostituto procuratore Roberto Savelli.
Dall’alba di ieri una cinquantina di militari della compagnia di Avezzano, con il supporto dei colleghi di Sulmona, Tagliacozzo e del nucleo cinofili di Chieti, ha compiuto sedici perquisizioni nelle abitazioni di altrettanti indagati. Tre sono italiani – W.P., 41enne, di Luco, M.D.I. (60) di Civitella Roveto e L.M. (43) di Luco – gli altri immigrati domiciliati tra Avezzano, Luco e Trasacco. A tutti vengono contestati numerosi episodi di spaccio di cocaina e hascisc avvenuti prevalentemente nel 2014. I carabinieri hanno individuato anche un gran numero di acquirenti, quasi sempre italiani, donne in diversi casi. Nelle carte della Procura si fa riferimento a un vasto e spregiudicato giro. Spesso i venditori di droga parlavano apertamente di dosi, vendute tra i 30 e gli 80 euro a seconda della qualità. In altre circostanze, utilizzando un gergo più o meno consolidato, si parlava di «ricariche», «ragazze», «bustine» e «bottiglie».
Sempre nel corso dell’operazione, in un casolare di San Pelino vecchio, frazione di Avezzano, i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile hanno arrestato un altro marocchino, El Mahdi Riquioui, 28 anni, in Italia senza un regolare permesso. Nella sua abitazione sono state sequestrate undici dosi di cocaina. I militari hanno trovato anche un bilancino e materiale per il confezionamento della droga.
Quest’ultima operazione dà conferma che il mercato dello spaccio è appannaggio dei nordafricani, ma al tempo stesso conferma l’attento lavoro dei carabinieri del capitano Enrico Valeri, volto a «garantire una maggiore percezione di sicurezza in città» anche alla luce di recenti episodi (come il violento pestaggio di Domencio Massimiani).
Gli indagati sono difesi dagli avvocati Luca e Pasquale Motta, Mauro Ceci e Roberto Verdecchia.
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