Carabiniere morto, indagini in alta quota

4 Dicembre 2019

Oggi sopralluogo sul Monte Amaro per ricostruire la dinamica, si cerca il telefonino di Cicone. Attestati di cordoglio all’Arma

SULMONA. «Dovevo andare con lui ma non ha voluto che lo seguissi. Non sei attrezzato ed è troppo pericoloso per te affrontare il percorso senza l’equipaggiamento adatto: mi ha detto. E ha aggiunto: vado solo, ci vediamo domani sera». Non sa darsi pace Paolo Rapone, l’amico 50enne di Sulmona che avrebbe dovuto seguire Fabio Cicone, il carabiniere di 51 anni trovato morto lunedì pomeriggio in un canalone della Maiella. Insieme avrebbero dovuto raggiungere la vetta del Monte Amaro.
«Ho insistito per andare dicendogli che sarei arrivato fino all’inizio dell’erta finale e che lo avrei aspettato lì», riprende, «ma lui non ha voluto perché avrei dovuto aspettare troppo tempo allo scoperto, fermo sotto la sferza continua del vento gelido. Non dovevo dargli retta e con me al fianco forse avrebbe desistito dal continuare. E ora sarebbe ancora qui con noi». Un rimorso che tormenta l’animo dell’amico più caro che da due giorni piange la tragica scomparsa di Fabio Cicone.
Intanto, ieri il medico legale Ildo Polidoro ha eseguito la ricognizione che avrebbe confermato il decesso causato dall’impatto in seguito alla scivolata sulla pietra ghiacciata.
Ma ci sono ancora aspetti da chiarire e per questo il sostituto procuratore Aura Scarsella non ha chiuso il fascicolo. Questa mattina una squadra del soccorso della Guardia di finanza salirà ancora sul Monte Amaro dove si è compiuta la tragedia per ripercorrere lo stesso tratto di montagna fatto da Cicone. Sembrerebbe infatti che per abbreviare i tempi del ritorno a valle, il maresciallo, comandante del nucleo radiomobile della compagnia di Castel di Sangro, abbia deciso di prendere una scorciatoia che di solito non viene mai percorsa, soprattutto in questo periodo a causa della ripidità di quel tratto, reso ancora più insidioso dal fondo ghiacciato. Poi manca all’appello il secondo telefonino che il carabiniere portava sempre con sé per comunicazioni esclusivamente di servizio. L’altro aveva deciso di lasciarlo in auto dove è stato rinvenuto insieme ad alcuni indumenti e alle scarpe.
L’escursione di oggi servirà anche a questa ulteriore verifica e subito dopo l’esito del sopralluogo la Procura deciderà se procedere ad ulteriori indagini o se riconsegnare la salma alla famiglia per la celebrazione dei funerali che molto probabilmente si terranno nella giornata di domani nella chiesa di Cristo Re, a pochi passi dall’abitazione che condivideva con la madre, in via Papa Giovanni XXIII. Molti gli attestati di cordoglio alla famiglia e all’Arma.
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