Carabinieri dell’arte Il generale Riccardi svela i tesori ritrovati

Iniziativa al Giardino letterario a San Pietro della Jenca Consegnato un riconoscimento al giornalista Parisse
L’AQUILA. Esordio con il “botto” per il “Giardino letterario” che si svolge da diversi anni a San Pietro della Jenca, splendida località alle falde del Gran Sasso dove c’è il primo santuario che in Europa è stato dedicato a San Giovanni Paolo II, Papa Wojtyla, il quale, durante il pontificato, è stato più volte in “gita” nella piccola località abruzzese. L’evento è organizzato dall’associazione “San Pietro della Jenca” presieduta da Pasquale Corriere. Ieri pomeriggio è stato ospite della manifestazione il generale di brigata dell’Arma dei Carabinieri Roberto Riccardi, comandante del Nucleo per la tutela del patrimonio culturale (Tpc). Tra l’altro L’Aquila avrà presto la sede operativa per l’Abruzzo e il Molise dei Carabinieri Tpc prima in un edificio vicino al palazzo di Giustizia e poi, alla fine dei lavori di ristrutturazione, nell’ex distretto militare a San Bernardino.
Riccardi, davanti a un folto e attento pubblico, ha presentato il suo ultimo libro “Detective dell’arte” pubblicato lo scorso anno in occasione del cinquantenario della fondazione del Comando del Tpc, istituito nel 1969 e ha risposto alle domande dell’architetto Augusto Ciciotti, che ha fatto gli onori di casa. Presenti gli assessori comunali al Turismo Fabrizia Aquilio e all’Ambiente Fabrizio Taranta. Il volume di Riccardi passa in rassegna i casi più eclatanti seguiti dai carabinieri. In particolare c'è il racconto del “furto del secolo”: è il 6 febbraio del 1975. Tra mezzanotte e trenta e le tre e trenta spariscono dal Palazzo Ducale di Urbino tre dipinti. I capolavori portati via sono “Gentildonna” un ritratto noto come “La Muta” di Raffaello Sanzio, la Flagellazione e la Madonna di Senigallia di Piero della Francesca. Si tratta di opere fondamentali del Rinascimento italiano. Dopo 13 mesi di indagini i capolavori vengono ritrovati in Svizzera e riportati a Urbino. Tra le opere recuperate di cui si parla nel volume di Riccardi ci sono anche “Il giardiniere” di Van Gogh, il Cratere di Eufronio, la “Triade capitolina”, tre intere pareti di affreschi pompeiani, sequestrati in un immenso deposito nel porto di Ginevra nel 1995, e, per ricordare casi più recenti, 17 dipinti trafugati dal Museo di Castelvecchio a Verona nel 2015 e ritrovati a Kiev l’anno successivo. Capolavori rubati, scomparsi, distrutti ma anche storie di falsi, come nel caso delle opere contraffatte di Modigliani, Picasso e di altri artisti del Novecento. Tutte storie che non solo svelano il mondo sommerso dei tombaroli, dei furti su commissione e dei falsari di mestiere, ma rivelano anche le emozioni, i ricordi, gli aneddoti dei detective dell’arte, che hanno fatto del loro lavoro una grande passione. Gli interventi del Tpc, ripercorsi nella pagine di Riccardi, si estendono anche al salvataggio di opere d’arte dopo i terremoti più recenti e alla presenza dei carabinieri in Iraq per la protezione e il recupero dei beni archeologici dopo la Seconda guerra del Golfo.
Riccardi, nato a Bari nel 1966, ha diretto per anni la rivista “il Carabiniere”. Ha pubblicato saggi e romanzi e ha vinto numerosi premi letterari. Ieri pomeriggio, in una breve pausa della presentazione del libro, al giornalista del Centro Giustino Parisse – che ha dedicato libri e scritti alle visite di Giovanni Paolo II in Abruzzo – è stato consegnato il riconoscimento “Il Giardino Letterario”.

