Carcere, personale in agitazione

18 Gennaio 2019

La Cgil: «Via la norma che impone agli agenti di pagare i pernotti in caserma». Chiesto aiuto al Comune

L’AQUILA. La Cgil funzione pubblica si sta mobilitando sull’intero territorio nazionale nei confronti del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (Dap) per contrastare una circolare ministeriale che prevede, per gli agenti di polizia penitenziaria, il pagamento del pernottamento nelle caserme. Paradossalmente, nel carcere dell’Aquila, la situazione è ancora più grave.
«Risulta», dice la Cgil, «che il personale di polizia penitenziaria dell’Aquila subirà trattamenti diversi. Infatti, alcuni avranno adeguata sistemazione nella “caserma agenti” e altri saranno alloggiati in camere di pernottamento delle dimensioni 8/9 mq con servizi igienici non sufficienti. Tale prospettiva rischia di non trovare le dovute soluzioni sia per il reparto d’eccellenza della polizia penitenziaria, sia per il personale effettivo, che opera da circa 25/30 anni in Istituto, i quali rischiano di non poter più usufruire degli alloggi fino a oggi utilizzati in quanto insufficienti a coprire l’effettiva esigenza».
«Inoltre», proseguono Roberto Mattarocchia, Francesco Marrelli, Anthony Pasqualone, «va ribadito che l’attuale dotazione di personale non consente di sostenere in maniera adeguata le effettive esigenze di una struttura che deve garantire i massimi livelli di sicurezza. Ricordiamo che, fino a ora, aver sistemato tutto il personale in consoni alloggi nella struttura, ha consentito all’amministrazione, nonostante la carenza di personale, di poter contare sempre su un congruo numero di lavoratori presenti all’interno dell’istituto, il quale veniva utilizzato per sopperire alle carenze stesse».
«Di contro, la prospettata soluzione che si vorrebbe attuare», secondo la Cgil, «rischierebbe di pregiudicare la disponibilità di un adeguato numero di risorse umane presenti giocoforza nella struttura, e arrecherebbe un grave disagio a quei lavoratori, provenienti da fuori regione, costretti a vivere in stanze anguste, non adeguate, e con servizi igienici non sufficienti. Non va inoltre dimenticato che, fino a oggi, il personale, con spirito di abnegazione al lavoro, ha svolto un servizio dedito alla gestione di determinate tipologie di detenuti anche in deroga ai dettami normativi. Per questo ci vediamo costretti a rendere pubblico quanto sta accadendo per trovare una decorosa e adeguata sistemazione a tutto il personale della polizia penitenziaria. Riteniamo che la Direzione del carcere abbia scelto la soluzione più comoda senza pensare alle ripercussioni negative che si riversano sul benessere del personale. Di contro, la Cgil crede che debbano trovarsi diverse e più idonee soluzioni finalizzate alla sistemazione di tutto il personale. A tal proposito, tra le determinazioni che si possono individuare, si potrebbe ipotizzare la stipula di una convenzione tra il Dap e il Comune per reperire alloggi tra quelli costruiti a seguito del sisma, situati a ridosso del carcere, e a oggi inutilizzati, ovvero ogni altra disponibilità di alloggi finalizzati alla soluzione della problematica».