Cardio-tac, flusso di pazienti dalla costa

11 Febbraio 2015

L’AQUILA. L’ospedale San Salvatore ha l’esclusiva regionale di un esame-verità sulla cardiopatia ischemica che decifra i sintomi atipici. Un esame richiestissimo dai medici della costa che in 12 mesi...

L’AQUILA. L’ospedale San Salvatore ha l’esclusiva regionale di un esame-verità sulla cardiopatia ischemica che decifra i sintomi atipici. Un esame richiestissimo dai medici della costa che in 12 mesi hanno indirizzato quasi 80 pazienti nel capoluogo regionale. Si tratta della cardio-tac di 640 strati, macchinario di altissima tecnologia che con un “flash” scattato al cuore permette all’istante di chiarire non i sintomi tipici che evolvono in un infarto bensì i segnali ambigui e incerti, molto difficili da interpretare per lo specialista. Si tratta di dolori al petto non riconducibili alla sintomatologia classica dell’infarto oppure di condizioni di affanno moderato sotto sforzo. Nel 2014 le prestazioni della cardio-tac, in uso da 2 anni alla cardio-radiologia dell’ospedale, di cui è responsabile Ernesto Di Cesare, sono risultate assai gettonate, in particolare da Chieti che ha affidato all’ospedale aquilano 45 pazienti “dubbi”. Consistente anche la quota di “targa” pescarese (30 esami) e a seguire Teramo (15). Numeri importanti perché si tratta di un esame a cui si ricorre solo quando non si dirada la cortina di incertezza legata a sintomi inconsueti. Un accertamento che, oltre a non essere invasivo, ha il vantaggio di avere una bassissima esposizione alle radiazioni.

«Il flusso di pazienti provenienti dall’area adriatica (la cosiddetta mobilità attiva)», si legge in una nota, «è stato generato da una strategia aziendale che fa leva su un capitale tecnologico prezioso, imperniato su tesori della tecnica come appunto la cardio-tac, attiva da poco più di 2 anni all’Aquila e costata circa 1 milione. Un investimento già ampiamente ripagato in termini di ritorno economico e di attrattività su altre realtà abruzzesi ed extraregionali.