Cardone: «Mini isole e transito di auto»

3 Settembre 2019

Così l’architetto che ha cambiato la piazza vuole mettere d’accordo negozianti e ambientalisti: previste aree parcheggio

AVEZZANO. Nell’infuocata disputa sul fronte dell’isola pedonale arriva la proposta di mediazione. La ricetta, che potrebbe mettere tutti d’accordo, è del progettista dell’opera che ha dato il via all’operazione isola, secondo step della riqualificazione della fontana di piazza Risorgimento: l’ingegnere-architetto Giancarlo Cardone è pronto al confronto, carte alla mano, per disegnare il futuro della città, puntano i riflettori anche sulle Corradini e, se non ci saranno novità rilevanti, la perdita del tribunale.
MINI ISOLE E POSTEGGI. «La strada praticabile per uscire dal guado», afferma Cardone, «potrebbe essere quella delle tre mini-isole su via Corradini, con gli incroci aperti e con il potenziamento del parcheggio del Palazzaccio antistante piazza Risorgimento, oggi del tutto inutilizzato, tramite l’installazione di servizi igienici pubblici, telecamere, chiusura notturna e ausiliario del traffico con postazione fissa, al posto del parcometro. Strada percorribile pure per il cortile delle scuole Corradini, sotto sfruttato». L’isola pedonale, quindi, con le intersezioni aperte in forma leggermente ridotta rispetto all’ipotesi originale e spazi urbani da recuperare e riqualificare.
CONCORSO DI IDEE. Il progetto vincitore del concorso di idee bandito dal Comune nel 2013 – la giuria era presieduta dal professor Giovanni Carbonara – prevedeva «un asse centrale-pedonale su via Corradini, dalla polarità del tribunale a quella dell’Arena Mazzini, con l’aggiunta dell’appendice su corso della Libertà, da via Corradini fino a via Diaz», con «l’esclusiva permeabilità veicolare su via Veneto». Progetto contestato dai commercianti.
PROPOSTA DI SINTESI. «Per cercare un punto di incontro tra due idee di città diverse, una mirata alla mobilità sostenibile, l’altra volta a conservare lo status quo», sottolinea Cardone, «nell’ottica della conciliazione, a diversi anni di distanza e dopo numerose ipotesi elaborate, ho concretizzato quella che, a mio avviso, può definirsi la giusta via, atta a contemperare le esigenze di entrambe le parti e di cui sono stati realizzati solo il primo, ovvero la fontana con la porzione superiore della piazza, e il secondo step, nel tratto di via Corradini fra corso della Libertà e via Trieste, rimanendo di fatto monca a seguito della caduta dell’amministrazione, che avrebbe presumibilmente portato a conclusione il terzo e ultimo step nel 2020».
MODELLO PESCARA. Il progetto, sulla scorta di altri modelli urbani analoghi, come Pescara, «prevede la realizzazione di un asse centrale pedonale su via Corradini, da via Veneto (esclusa) a via Trento (esclusa) con la permeabilità veicolare, a salire e a scendere, sugli incroci appena riqualificati di corso della Libertà e via Trieste. In particolare», continua, «piazza Risorgimento viene estesa sul fronte nord, inglobando il tratto di via Corradini appena ultimato, e il disegno degli incroci viene proseguito, come un tappeto decorato, sui due tratti laterali della strada».
SCUOLE E TRIBUNALE. Il giovane progettista, però, non si limita alla sola questione che agita la scena, ma guarda al futuro prossimo, lo svuotamento delle Corradini e, forse, del tribunale. «La vera sfida che il centro città dovrà affrontare nel prossimo futuro», chiosa Cardone, «non è la sopravvivenza alla pedonalizzazione, quanto piuttosto il nodo sulle scuole Fermi-Corradini, da decentrare su via Puglie, e quello potenziale, si spera, del tribunale».
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