Carenza d’acqua e cinghiali Coldiretti lancia l’allarme

Di Primio scrive alla Regione: «Stop ai Consorzi di bonifica commissariati» Chiesti progetti per l’irrigazione e maggiore tutela contro la fauna selvatica
AVEZZANO. È un momento drammatico quello che le aziende agricole abruzzesi stanno vivendo. Due le principali cause: la carenza di acqua per irrigare i campi e la presenza massiccia di cinghiali, che arrecano danni incalcolabili alle colture. Su cosa bisogna fare per eliminarle la Coldiretti Abruzzo ha le idee molto chiare: stop ai Consorzi di bonifica commissariati e controlli più stringenti della fauna selvatica. Provvedimenti che l’organizzazione chiede da tempo con forza alla Regione di adottare. Ultimamente, l'assessore regionale all’Agricoltura, Emanuele Imprudente, durante una riunione del consiglio di Coldiretti, alla quale ha partecipato, si sarebbe impegnato ad affrontare senza ulteriori indugi il problema. Ma di risultatati, a quanto pare, finora, neppure l’ombra. Stanco di attendere, ieri il presidente regionale di Coldiretti, Silvano Di Primio, ha deciso di tornare alla carica. «Mi duole constatare», scrive Di Primio in una lettera indirizzata all'assessore, «che, a distanza di oltre un mese dall'incontro, non abbiamo potuto apprezzare alcun tipo di provvedimento per il ritorno all’autogoverno dei Consorzi, necessario per sfruttare le grandi opportunità collegate al piano nazionale di rilancio e resilienza (Pnrr), anche in materia di risorse idriche. Come più volte ribadito», sottolinea Di Primio, «ci sono investimenti che possono rivoluzionare la gestione di una risorsa importantissima come l’acqua ma questa opportunità può essere colta solo se riportiamo i Consorzi alla gestione ordinaria, quindi in condizione di programmare il futuro attraverso una concreta e lungimirante progettualità che va ben oltre il pareggio di bilancio». Il presidente di Coldiretti, dunque, pone in evidenza da una parte «le grandi opportunità collegate ai fondi del Pnrr», dall’altra la necessità di fronteggiare l’emergenza idrica, «sempre più traumatica e deleteria per il sistema agricolo regionale, che soffre la tropicalizzazione del clima».
Altro scottante problema ribadito da Di Primio,è la questione del controllo dei cinghiali, riguardo alla quale alcune settimane fa, durante una manifestazione di centinaia di agricoltori davanti all'Emiciclo dell'Aquila, era stata consegnata all’assessore una proposta da fare approvare in giunta. «Anche in questo caso», lamenta il presidente di Coldiretti, «registriamo uno stallo nell’approvazione delle annunciate modifiche alla norma che vadano nella direzione di tutelare i cittadini nonché le imprese agricole abruzzesi. Siamo in un momento storico delicato e particolare», conclude Silvano Di Primio, «in cui l’emergenza sanitaria definisce i tempi e le priorità. Ci sono problemi che vanno risolti una volta per tutte perché a rischio c’è il futuro di una economia e di un sistema sociale. Due i grandi nodi da sciogliere al più presto: l’esigenza di un efficiente sistema idrico per la produzione agroalimentare (cosa che il Fucino ad esempio attende da anni) e la tutela della salute delle persone e del reddito delle imprese già provate dal Covid».
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