Carenza di lavoratori anche nell’industria: 58% delle ditte in cerca

2 Settembre 2023

È penuria soprattutto di addetti qualificati, ma non solo Smartworking utilizzato quasi dalla metà delle imprese

L’AQUILA. Anche le industrie non trovano lavoratori. Nell’Aquilano più di un’impresa del settore ogni due ha difficoltà per l’organico, precisamente il 58% del totale. Lo dice l’indagine effettuata dal Centro studi di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno sul 2022 e l’inizio del 2023.
Secondo lo studio, le difficoltà nella ricerca di personale riguardano soprattutto competenze e mansioni specifiche, complessivamente segnalate dal 45,8% delle imprese, ma in un terzo dei casi le difficoltà vengono riscontrate in modo diffuso e trasversale (33,2%), spiega Confindustria provinciale. «Particolare attenzione quest’anno è dedicata al tema delle competenze di difficile reperimento da parte delle imprese e delle azioni intraprese per farvi fronte», spiega il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno Riccardo Podda. Lo studio, infatti, segnala la collaborazione con l’Its meccatronica di Lanciano per il percorso formativo biennale ad Avezzano per la qualifica di “Tecnico Industria 4.0” che partirà il prossimo autunno. Ma anche le iniziative di formazione di lavoratori per fare acquisire loro nuove competenze: è il 61,1% delle imprese di Confindustria nell’Aquilano a sfruttare le opportunità in tal senso. In entrata, inoltre, il 53,2% delle aziende usa l’apprendistato, mentre il 41,7% il contratto a tempo determinato.
L’indagine ha studiato anche il lavoro agile o smartworking. «I risultati indicano che più del 43% delle imprese ha utilizzato questa modalità di lavoro nel 2022», sottolinea Francesco De Bartolomeis, direttore di Confindustria L’Aquila, «quota che si scompone in un 21,1% di imprese che ha continuato a utilizzare solo il lavoro agile “di emergenza”, ovvero la “versione semplificata” prevista a partire dal 2020 con la pandemia, mentre il restante 22,1% ha introdotto il lavoro agile in via strutturale». Ancora De Bartolomesi: «Il 44,7% delle imprese che hanno utilizzato il lavoro agile ha rilevato una migliore attrazione delle risorse umane strategiche, il 42,1% una riduzione dell’assenteismo, quasi il 40% un aumento della produttività dei dipendenti attraverso maggiore responsabilizzazione e orientamento al risultato». (l.t.)
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