Carenza di primari in ospedale Undici in meno entro il 2020

Cinque reparti si aggiungeranno ai 6 già sguarniti. L’ex sindaco Di Pangrazio fa appello al manager Asl Quaglieri, presidente Commissione regionale: «Per le assunzioni si attende il via libera al piano»
AVEZZANO. Primari in via d’estinzione all’ospedale di Avezzano, dove le vecchie guardie stanno lasciando il campo. Ma di sostituti ancora non se ne vedono. L’anno in arrivo, il 2020, assesterà un altro duro colpo agli organici degli apicali nei reparti ospedalieri, già in sofferenza da tempo per i numerosi pensionamenti e trasferimenti rimasti senza sostituzioni, portandoli a quota -11. Attualmente, i reparti sguarniti sono sei. Diventeranno undici entro il prossimo anno.
«Un quadro allarmante, che impoverisce la sanità pubblica marsicana», sottolinea l’ex sindaco Gianni Di Pangrazio, autore di battaglie per il potenziamento del presidio marsicano. Di Pangrazio riaccende i riflettori sulla questione.
«Il quadro generale nei reparti ospedalieri, dove si susseguono le uscite degli apicali, ma non si vede l’ombra di ricambi», afferma Di Pangrazio, «evidenzia la necessità di un’azione decisa di Asl e Regione per favorire l’arrivo dei nuovi primari e delle unità mancanti nei diversi ambiti professionali. La Marsica è un territorio vasto dove vive la metà della popolazione della provincia dell’Aquila: ha il diritto di avere un servizio sanitario funzionale e adeguato. L’assenza di apicali nei reparti non può protrarsi all’infinito, poiché impoverirebbe il presidio. A meno che i forti ritardi non siamo strumentali».
L’ex primo cittadino, quindi, lancia un appello al nuovo manager dell’Asl provinciale, Roberto Testa, affinché tocchi con mano la situazione esistente per poi adottare le strategie utili per «dare soluzione alle troppe criticità all’ospedale. Per iniziare col piede giusto», aggiunge Di Pangrazio, «suggerisco al nuovo direttore generale di ampliare il giro di visite nei presidi ospedalieri di tutta la provincia, dove potrà verificare di persona il quadro esistente nella speranza che segni una discontinuità netta con l’impostazione del passato. Le tante carenze di primari e di personale, oltre che le tante questioni irrisolte, certificano una gestione poco attenta alle necessità del territorio marsicano, dove non trova spazio neanche il parto indolore».
Per recuperare gli spazi perduti e tutelare le legittime aspettative del territorio, Di Pangrazio confida anche in un’azione del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, affinché riconvochi l’adunanza dei sindaci marsicani. «Sarebbe un confronto molto utile», chiosa, «che in passato, grazie al contributo di primi cittadini, sindacati e addetti ai lavori, ha fornito gli elementi giusti per ottenere risultati, con in testa i servizi salvavita. Ora potrebbe essere il luogo giusto per avere il quadro delle problematiche e perorare la causa della sanità marsicana con l’Asl e la Regione affinché si assumano primari e personale».
Per il presidente della Commissione sanità della Regione, il consigliere Mario Quaglieri, il tutto è «legato al piano sanitario. La prossima settimana scatterà l’iter nella commissione», afferma Quaglieri, «poi arriverà sul tavolo di monitoraggio nazionale per il vaglio ministeriale poiché la Regione appena uscita dal commissariamento è ancora sotto controllo. Se arriverà l’ok e la conferma delle unità complesse, il manager potrà dare il via per disegnare il piano aziendale».
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