Carlini: il cda del Gal non è legittimato

19 Settembre 2017

AVEZZANO. Al Gal Terre Aquilane il clima si fa rovente. L'ex Cda – presieduto da Antonio Carlini, che si è ritrovato decaduto dopo che la Camera di Commercio ha registrato un nuovo Cda eletto il 1°...

AVEZZANO. Al Gal Terre Aquilane il clima si fa rovente. L'ex Cda – presieduto da Antonio Carlini, che si è ritrovato decaduto dopo che la Camera di Commercio ha registrato un nuovo Cda eletto il 1° settembre dall'assemblea dei soci e presieduto da Rocco Di Micco – a farsi da parte non si pensa proprio.
Come si evince dalla dura presa di posizione dell'ex presidente Carlini, che contesta la regolarità dell'elezione della nuova governance e preannuncia ricorso alla sezione imprese del tribunale dell'Aquila. Carlini ricorda che il cda da lui presieduto è stato eletto il 21 luglio da un’assemblea regolarmente convocata, con un quorum del 64,30% del capitale sociale, e confermato il 28 agosto da un'altra assemblea cui hanno partecipato i soci rappresentanti circa il 90% del capitale. Nell'assemblea del 1° settembre, invece, convocata da Di Micco «senza averne la legittimazione», che ha eletto il nuovo Cda, il quorum è stato del 28% del capitale sociale.
«Di Micco, Cicchinelli e & Co», rincara la dose Carlini, «non sanno che per la validità delle assemblee di società a responsabilità limitata occorre un quorum partecipativo di almeno il 50% del capitale sociale. L'assemblea del 1° settembre, quindi, non solo non è stata regolarmente convocata, ma non poteva nemmeno costituirsi, avendo raggiunto la partecipazione del solo 28% del capitale. Non solo. In quella assemblea, senza alcun motivo valido, un manipolo di soci ha deciso di escludere dalla società altri due soci che rappresentano più della metà del capitale sociale (39% la Comunità montana e 11,7% la Segemo): soggetti che rappresentano la parte pubblica del partenariato Gal Terre Aquilane. In tal modo il Gal non risponderebbe più alle caratteristiche delineate dalla normativa europea, che ne impone la natura pubblico-privata. Il Gal è una forma di partenariato nel quale partecipano enti pubblici e attori privati portatori di interessi economici, che collaborano per lo sviluppo del territorio».
Al nuovo Cda Carlini attribuisce poi la responsabilità del ritardo nella stipula della convenzione con la Regione che consentirebbe al Gal di ottenere i fondi comunitari (3 milioni e 600 mila euro) e affrontare le spese.
«La Regione», auspica Carlini, «non potrà riconoscere legittimazione a un Cda eletto dal 28% del capitale sociale, in un’assemblea non valida, e far gestire i fondi pubblici a personaggi il cui comportamento potrebbe sembrare (a essere ottimisti) quello di dilettanti allo sbaraglio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA