Caro affitti in centro, appello al ribasso

Cioni (Confcommercio) ai proprietari: «Far lievitare i canoni comporta la fine delle attività e arretrati non onorati»
L’AQUILA. Affitti alle stelle per i negozi del centro storico. Chi vuole aprire un’attività deve mettere in conto una spesa mensile, per il locale, che varia tra i 15 e i 40 euro a metro quadrato. Troppo, secondo la Confcommercio che invita a calmierare i prezzi. Quello dei costi esosi delle locazioni sarà uno dei temi principali che l’Associazione commercianti porterà all’attenzione del Comune, nel prossimo tavolo di concertazione. Tanto più che nella nuova finanziaria L’Aquila figura tra le città sperimentali per l’applicazione della cedolare secca per i locali commerciali con superficie fino a 600 metri quadrati. «Un’agevolazione che dovrebbe indurre ad abbassare gli affitti», dice il direttore della Confcommercio, Celso Cioni, «che risultano ancora troppo elevati». AGEVOLARE I COMMERCIANTI. Lo sforzo economico e organizzativo dei 75 titolari di attività – tante se ne contano in centro – che hanno scommesso sulla rinascita della città dentro le mura, va premiato. Lo sottolinea Cioni, che della battaglia per il riposizionamento di negozi e attività varie ha fatto una bandiera. Ma resta il problema degli affitti, «che se in alcuni casi risultano nella norma», dice il direttore di Confcommercio, «in buona parte sono sovradimensionati».
CEDOLARE SECCA. «L’Aquila è tra le città inserite nella sperimentazione che consentirà di applicare la cedolare secca per gli affitti dei negozi. Un regime di tassazione agevolato, che viene applicato agli affitti con contratto a canone concordato, esteso anche ai locali commerciali e ai capannoni, con superficie non superiore a 600 metri quadrati», sottolinea Cioni. «Ne deriva una convenienza per i proprietari, che dovrebbe indurre a calmierare gli affitti».
AFFITTI STELLARI. «Riteniamo che i canoni mensili di locazione, per i negozi del centro, non debbano superare i 15 euro a metro quadrato», sostiene Cioni, che si dice pronto «a riaprire un confronto con l’amministrazione. Dopo le festività torneremo a riunirci nel tavolo di concertazione promosso dall’assessorato al Commercio, per fare il punto sullo stato dell’arte e valutare le iniziative da mettere in campo a sostegno del centro storico e del commercio cittadino. Abbiamo molte idee da proporre per rendere vivo e fruibile il centro tutto l’anno, ma vanno superati alcuni ostacoli: uno è quello dei canoni. L’invito ai locatari è a mantenersi su livelli adeguati: inutile far lievitare in modo spropositato gli affitti che, se troppo salati, rischiano di svanire con la chiusura dei negozi o di diventare insoluti, per l’impossibilità dei commercianti di far fronte alle spese».
LOCALI NUOVI. Inutile negarlo. A dieci anni dal sisma, con appena 75 negozi aperti sui 1.000 presenti prima del 2009, il centro fa ancora fatica a ripartire. «Il caro affitti non agevola la ripresa», dice Cioni. «Molti proprietari di superfici commerciali, situate in palazzi appena restaurati, hanno usufruito di contributi sostanziosi da parte dello Stato: oggi si ritrovano patrimoni importanti che, prima del terremoto, non versavano in condizioni ottimali e che hanno acquistato valore. Andrebbe applicata una sorta di “calmierazione di solidarietà cittadina”».
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