Caro bollette al Cam, si cerca una soluzione

Mercoledì il confronto tra le associazioni dei consumatori e Corsini. Di Cola: andare incontro agli utenti
AVEZZANO. Fissato per mercoledì 20 aprile l’incontro tra le Associazioni dei consumatori e il presidente del Consorzio acquedottistico marsicano, Leo Corsini, per affrontare lo spinoso problema del caro bollette (in seguito a un conguaglio), che sta portando all’esasperazione gli utenti. Promotrice dell’iniziativa è stata Monica Di Cola.
Insieme ad Adoc Abruzzo (Uil), di cui Di Cola è presidente, all’incontro saranno presenti anche la Federconsumatori (Cgil) e l’Adiconsum (Cisl). «Capiamo la situazione del Cam», riconosce la Di Cola, «si trova in regime di procedura preventiva e per non rischiare il fallimento deve onorare gli impegni con i creditori, ma non è giusto che a pagare siano i consumatori. Alla vecchietta che mi viene a dire che deve pagare 3.000 euro per la bolletta dell’acqua, e che tanti soldi nella sua vita non l’ha mai visti, cosa le devo rispondere? Si badi bene: degli utenti ai quali sono arrivate bollette da capogiro, e che si sono rivolti a noi, nessuno mai ha detto di non volere pagare. L’incontro che avremo col Cam dovrà servire a capire come si possa uscire da questo pantano. Ognuno dovrà fare la propria parte. Quello che non si può accettare è che chi vive di una misera pensione si veda costretta a pagare centinaia di euro per la bolletta dell’acqua. Di fronte a situazioni del genere, il Cam non può far finta di niente. Insieme dovremo trovare una soluzione per venire incontro a queste persone. Temiamo però che nell’attuale situazione, il Cam trovi difficoltà a non recuperare totalmente la somma dovuta per la mancata lettura dei contatori, alla quale avrebbe dovuto provvedere esso stesso. Da qui la necessità di un intervento delle istituzioni, a cominciare dalla Regione Abruzzo, che aiuti il Cam a evitare il fallimento e gli utenti a non andare in giro a farsi prestare i soldi per pagare la bolletta».
Secondo il Cam «l’aumento della bolletta è dovuto al fatto che in passato, vuoi per carenza di personale, vuoi perché gli utenti non si facevano trovare, la lettura del contatore è stata fatta per un esiguo numero di utenti: 15mila su 80mila. Alla fine del 2019 il Cam ha affidato il servizio a una ditta esterna. Da allora la situazione è cambiata. La lettura dei contatori è arrivata quasi a 50mila utenti. È emerso così che tanti abbiano consumato molta più acqua di quella che pagavano. Da qui la necessità di recuperare la somma non versata, prima che scadessero i due anni previsti per legge».
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