Caro bollette, attività in pericolo: ora il Comune apre a nuovi aiuti

26 Settembre 2022

Daniele risponde all’allarme della Confcommercio, secondo cui cinque locali chiuderanno il 1° ottobre: «Ristori dell’ente sarebbero inefficaci, sì a eventi e agevolazioni burocratiche. Valuteremo insieme»

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila risponde al grido d’allarme lanciato dai commercianti, alle prese con una devastante crisi dovuta ai rincari energetici e delle materie prime. «Siamo al loro fianco», dice il vicesindaco Raffaele Daniele, aprendo a nuove agevolazioni, dopo che la Fipe-Confcommercio, con il presidente provinciale Daniele Stratta, ha dato notizia della chiusura di cinque locali del centro storico già dal primo ottobre. Stratta e la Fipe chiedono aiuti ed eventi tutto l’anno.
GLI AIUTI AL VAGLIO
«Sicuramente i rincari sono un problema grave, per gli enti pubblici come per famiglie e imprese», esordisce il vicesindaco, che ha anche le deleghe al commercio e al bilancio, poi promettendo: «Affronteremo la questione sollevata dai commercianti in maniera seria e condivisa, come abbiamo sempre fatto. Attendiamo però anche di conoscere l’orientamento del nuovo governo nazionale sul tema». In altre parole, bisognerà capire se saranno previsti ristori – e quindi scostamenti di bilancio – a livello nazionale per le attività colpite dalla crisi, oppure no.
Ma cosa potrà fare il Comune per evitare la desertificazione del centro storico temuta dai commercianti? Spiega Daniele, dicendo innanzitutto “no” a ristori economici da parte del municipio: «Oggi il Comune non può stanziare fondi a sufficienza per ristorare tutte le attività. Una misura del genere sarebbe del tutto inefficace per le stesse attività». Quindi ancora il vicesindaco: «Più utile a tutti – alle attività come al territorio – sarebbe invece una nuova manovra strutturale come quella già fatta, che preveda misure per agevolare la burocrazia e l’occupazione di suolo pubblico, ma anche la realizzazione di eventi, così da aumentare movimento e incassi delle attività».
NO A RESTRIZIONI
Ma il caro bollette incide anche sulle casse del Comune. Mentre altri enti aquilani stanno preparando restrizioni per ridurre i consumi – come l’Università dell’Aquila che sta valutando di abbassare di un grado la temperatura nei locali dell’ateneo per frenare i costi dei riscaldamenti – il municipio al momento non intende assumere decisioni in tal senso, pur avendo nei giorni scorsi vietato agli istituti scolastici di accendere i termosifoni in deroga alle norme prima di metà ottobre.
«Quest’anno abbiamo previsto di spendere otto milioni in più per le utenze energetiche rispetto al 2021, ma la copertura economica c’è», spiega Daniele, continuando: «Si tratta però di una previsione: è già successo nei mesi scorsi di essere costretti ad aumentare i fondi per pagare le bollette dell’ente», dice facendo riferimento alla variazione di bilancio effettuata a luglio per aumentare di 5,5 milioni i capitoli destinati al pagamento delle fatture dei gestori energetici. «Ad ogni modo puntiamo a non dover spegnere anticipatamente l’illuminazione pubblica o ridurre la temperature negli uffici pubblici e nelle scuole per quest’anno. Valuteremo di farlo se dovessero arrivare nuovi aumenti del prezzo dell’energia o se il freddo dovesse costringerci a fare ricorso maggiormente e anticipatamente ai riscaldamenti», dice, poi concludendo: «Ovviamente eviteremo sprechi, come lasciare accese di notte le luminarie di eventuali eventi natalizi».
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