Caro bollette, chiudono le attività: c’è una macelleria tra i primi casi

Un bar di Avezzano ha ridotto l’orario. Tra i più colpiti i ristoranti e i laboratori come le pasticcerie L’appello delle associazioni di categoria: «Misure urgenti o i riscaldamenti porteranno al collasso»
AVEZZANO. Una macelleria di Pescina ha chiuso, un bar di Avezzano ha ridotto l’orario e altre piccole attività del territorio, dalle pasticcerie ai ristoranti, dicono di essere in grande difficoltà e non sanno se si riuscirà a superare questa profonda crisi. Sono questi alcuni degli effetti dell’aumento dell'energia elettrica e del gas che stanno mettendo a dura prova non sono le imprese della Marsica ma anche le famiglie. Dall'inizio dell’anno i rincari sono stati sempre più pesanti e ora che l’inverno è alle porte le attività devono fare i conti anche con l’accensione dei riscaldamenti, che si prospetta come un vero e proprio salasso.
«La situazione è drammatica», ha spiegato il presidente di Confesercenti Avezzano, Filiberto Figliolini. «Dobbiamo aspettare il provvedimento del governo per capire come andare avanti, ma chi ha registrato già un innalzamento dei costi non riesce, soprattutto ora che andiamo incontro all’inverno, a sostenere tutte le spese. Bisogna fare in fretta: si deve consentire alle attività di arrivare a chiedere i finanziamenti garantiti gratuitamente, altrimenti saranno problemi seri. Molte aziende, purtroppo, rischiano di non farcela se si continua così».
Tra i casi più eclatanti, c’è il bar Tiratisù di Avezzano che ha deciso di aprire alle 5.30 del mattino e di chiudere alle 13. In questo modo ha ridotto l’orario di lavoro, ma al tempo stesso ha anche tagliato le spese per energia elettrica e gas. E poi c’è la macelleria che ha già chiuso i battenti. «Nella Marsica, come in molti altri territori, si rischia il collasso vero di tante imprese se non si prendono provvedimenti», ha affermato Lorenzo Angelone, presidente di Confartigianato. «Per esempio a Pescina una macelleria è stata costretta a chiudere perché le tasse e le bollette alte avevano reso la vita impossibile. Dopo anni di attività ha appeso un cartello fuori dalla serranda e ha salutato tutti. Anche altri commercianti ci chiamano e si lamentano, soprattutto chi ha la produzione, perché non ce la fa con le bollette. Penso alle pasticcerie, alle pizzerie, a tutti quelli che stanno nella ristorazione. Non si possono neanche aumentare i prezzi perché altrimenti non acquista più nessuno. Il dramma è che non si vede la luce, ed è soltanto l’inizio. Non ci ascolta nessuno».
Anche Valerio Dell’Olio, presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, ha raccolto la preoccupazione di una piccola attività che probabilmente presto dovrà abbassare la saracinesca. «Tante parole vuote e inutili, ma ecco cosa sta realmente succedendo», ha spiegato Dell’Olio citando testualmente la segnalazione dei titolari dell’esercizio commerciale. «Ho ricevuto questo sms da una piccola attività commerciale di Avezzano: “Un’altra bolletta di quasi 4mila euro solo di corrente e ne abbiamo una da 3.200 in sospeso da pagare, credo che a questo punto per noi sia arrivata l’ora, non credo che riusciremo ad arrivare all’anno prossimo, dobbiamo pur mangiare e mandare i figli a scuola e non possiamo chiedere un mutuo per pagare le bollette”».
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