Caro bollette, la ribellione dei Comuni

10 Febbraio 2022

Di Nino (Pratola): «Scollamento tra realtà locali e governo centrale». Mastrogiovanni (Scanno): «Qui stufe accese 10 mesi»

SULMONA. Municipi e monumenti simbolo spenti anche nella Valle Peligna e nell’Alto Sangro per ribadire il no all’aumento del costo di energia elettrica e gas. Da Sulmona a Scanno, passando per Pratola Peligna e Raiano, gli amministratori spegneranno questa sera le luci per protestare contro il caro energia. Sulmona, aderendo alla protesta Anci, alle 20 spegnerà l’acquedotto medievale. «Facciamo buio nei Comuni», hanno spiegato dall’amministrazione guidata da Gianfranco Di Piero, «cosicché il governo veda meglio e metta in campo azioni di sostegno per scongiurare i rischi ai quali si va incontro se non si interverrà tempestivamente». Tanti sono i comuni del territorio che aderiranno all’iniziativa Anci, preoccupati per il futuro delle loro comunità. «A Roma non si rendono conto di quello che sta accadendo», ha commentato il sindaco di Pratola, Antonella Di Nino, «c’è uno scollamento tra le azioni del governo centrale e le realtà locali. E lo abbiamo visto già con il Piano nazionale di ripresa e resilienza o con il Sismabonus che hanno messo a dura prova gli uffici comunali. Abbiamo deciso di spegnere tutto il municipio proprio perché vogliamo lanciare un messaggio chiaro». Per il sindaco di Scanno, Giovanni Mastrogiovanni, è tempo di pensare alle energie rinnovabili. «Sulle consumazioni energetiche bisogna capire che le aree di montagna hanno una maggiorazione dei costi perché qui si accendono le stufe a settembre e si spengono a giugno», ha evidenziato il primo cittadino, «realtà come le nostre subiscono di più questo aumento, così come le strutture ricettive. È una follia allo stato puro. Questa situazione ci deve spingere a ripensare alla produzione di energie alternative. Dobbiamo metterci al lavoro subito». Il sindaco di Rivisondoli, Giancarlo Iarussi, aderirà all’iniziativa Anci e ha invitato i cittadini a fare altrettanto. «Abbiamo aderito a un progetto regionale con 54 comuni per il risparmio energetico e in questi giorni si stanno sostituendo le lampadine della pubblica illuminazione con i Led, dando la possibilità di risparmiare il 50%», ha affermato Iarussi, «ma non basta e per questo stiamo valutando anche l’ipotesi di creare una comunità energetica. Gli aumenti pesano molto non solo sulle famiglie e sugli Enti, ma anche sulle attività e questo ci preoccupa». Secondo Marco Moca, sindaco di Raiano, «la situazione che si è creata con gli aumenti non è piacevole e la stiamo riscontrando anche sugli edifici pubblici e sulle scuole. Il problema è che non riusciamo a capire come il Governo deciderà di risolvere la questione, anche perché le soluzioni trovate finora sono solo sull’effetto, e non sulla causa».
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