Caro bollette, LFoundry e Hydro bloccano il ricorso agli interinali

13 Marzo 2022

I vertici dell’azienda più grande della Marsica spinti a rivedere l’organizzazione interna del lavoro Ripercussioni negative anche per lo stabilimento di Aielli: nelle ultime due settimane stop a 13 operai

AVEZZANO. Il caro energia e il caro gas si fanno sentire anche nelle aziende metalmeccaniche marsicane: LFoundry e la Hydro di Aielli fermano gli interinali. Le bollette dell'energia elettrica hanno subìto, negli ultimi mesi, un incremento del 35-40 per cento. Stessa cosa sta avvenendo per il gas come conseguenza del conflitto bellico in corso tra Russia e Ucraina.
Tutto ciò sta avendo effetti importanti sia nelle famiglie marsicane, sia nelle piccole e grandi aziende che operano nel territorio. LFoundry, la fabbrica più grande della Marsica con i suoi 1.300 dipendenti, produce memorie volatili e accende tutto il suo quartier generale nel nucleo industriale di Avezzano tramite l’impianto di cogenerazione alimentato a gas. Proprio in questi giorni i prezzi del gas registrati hanno portato i vertici del sito a rivedere l’organizzazione del lavoro non senza frizioni interne. «Il problema dell’aumento delle materie prime era emerso già nei mesi scorsi», ha spiegato Andrea Campione, rsu Uilm-Uil, «sapevamo che la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata perché LFoundry produce energia attraverso l’impianto di cogenerazione che si alimenta attraverso il gas. Essendo quindi la bolletta del gas, oltre quella dell’energia elettrica, triplicata l’azienda si è trovata spiazzata. Un impatto che certamente non era prevedibile a causa del quale la proprietà è stata costretta ad applicare la riduzione dei costi tagliando il personale. In queste settimane stanno riducendo il numero degli interinali, per il momento circa dieci sono stati già fermati e ad altri sono stati rivisti del 50% gli orari all’interno del sito. Questo ha portato inevitabilmente ripercussioni su tutti gli altri dipendenti ai quali è aumentata la mole di lavoro».
Un problema che era nell’aria da tempo, ma nessuno pensava potesse presentarsi in maniera così pesante e soprattutto che potesse avere degli effetti immediati su una delle aziende più grandi del territorio.
«Negli anni LFoundry ha avuto la possibilità di fare investimenti su rinnovabili ed energie alternative», ha commentato Roberto Di Francesco, rsu della Fiom-Cgil. «Bisognava trovare un’alternativa come hanno fatto tante altre realtà, ma LFoundry ha pensato solo a fare gli utili. Ora, purtroppo, non facciamo altro che pagare i conti di quanto non è stato fatto nel giro degli ultimi 10-15 anni. Bisogna trovare una soluzione e nell’immediato soprattutto per gli interinali che rappresentano l’anima dell’azienda. Non possono essere penalizzati ulteriormente».
Anche alla Hydro di Aielli gli aumenti delle materie prime hanno avuto delle ripercussioni. Nell’azienda dove si lavorano profilati in alluminio, infatti, sono stati fermati alcuni internali. «Nel territorio ci sono tante aziende che si alimentano esclusivamente con l’energia elettrica», ha affermato Antonello Tangredi, segretario territoriale Fim-Cisl. «È chiaro che con questa situazione si stanno creando problemi seri e ricadute soprattutto sulla produzione. Alla Hydro, per esempio, sono stati fermati nelle ultime due settimane 13 interinali proprio a causa dell’aumento del costo delle materie prime. Altre aziende avranno, a breve, difficoltà».
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