Caro energia, negozi alle strette: «Iniziative insieme al Comune»

7 Ottobre 2022

Le associazioni di categoria chiedono un tavolo per studiare contromisure con l’amministrazione Incontro in municipio con Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confindustria e Confesercenti

AVEZZANO. L’aumento delle bollette di luce e gas rischia di scuotere il mondo del commercio. La stangata è attesa con l’arrivo dell'inverno e le associazioni di categoria hanno lanciato l’allarme al fine di tutelare le attività, già piegate dal rincaro delle materie prime e dall’aumento generale dei costi.
Le misure anticrisi per il commercio saranno al centro di un incontro tra le associazioni di categoria locali e l’amministrazione comunale di Avezzano. Al vertice, in programma la settimana prossima a Palazzo di città, parteciperanno i rappresentanti di Confcommercio, Cna, Confartigianato, Confindustria e Confesercenti. «Non abbiamo ancora argomenti all’ordine del giorno ma chiediamo che si apra un tavolo di lavoro con l’amministrazione al fine di affrontare il problema bollette e tutelare le attività commerciali», spiega Giuliano Montaldi, presidente Confcommercio Marsica. L’estate prolungata sta giocando a favore dei commercianti ma lo spauracchio dell’inverno, con l'accensione dei riscaldamenti e un giro d’affari ridotto rispetto alla stagione estiva, alimenta le preoccupazioni. «Dobbiamo prepararci ad affrontare quello che verrà con grande spirito di sacrificio. Vedremo cosa si potrà concertare insieme al Comune», sottolinea Montaldi. «Sia a livello nazionale che regionale, Confcommercio ha chiesto aiuti di stato, con l’abbattimento dei costi a carico delle attività. Non credo che il solo Comune di Avezzano possa risolvere il problema delle bollette», chiarisce il presidente della Confcommercio marsicana, «ma bisogna capire come affrontare i prossimi mesi. Ancora non ci si rende conto della gravità della situazione ma i problemi arriveranno con l’inverno e l’accensione dei riscaldamenti».
In molte città italiane è scattato il piano anticrisi con chiusure anticipate dei negozi e lo spegnimento delle vetrine per frenare i consumi e contenere le spese. L’aumento dei costi energetici, unito a un’inflazione che viaggia al 9%, rischia di portare al rallentamento di molte attività commerciali, se non alla chiusura di quelle più in difficoltà. L’ufficio studi di Confcommercio stima che, nel 2022, la spesa in energia per i comparti del terziario ammonterà a 33 miliardi di euro, il triplo rispetto al 2021 (11 miliardi) e più del doppio rispetto al 2019 (14,9 miliardi). Secondo lo studio, il commercio al dettaglio risulta uno dei settori più esposti ai rincari energetici, in particolare il settore alimentare, la ristorazione, la filiera turistica e i trasporti.