Carrozzella negata al malato di sclerosi

La moglie racconta la sua odissea: «Per la legge va cambiata ogni 5 anni». Si mobilita il manager Asl: «Oggi la consegna»
AVEZZANO. Ha 32 anni e da sette è malato di sclerosi multipla. Dal 2013 si trova su una sedia a rotelle. La moglie ha chiesto una nuova carrozzella e si è imbattuta in una storia fra malasanità e burocrazia elefantiaca.
Nella struttura dell’ex Centropolio di Avezzano si è sentita rispondere che «la richiesta inoltrata allo stato non può essere evasa». L’apparato burocratico impone che una carrozzella può essere cambiata ogni cinque anni. «Ma mio marito ha una malattia degenerativa, pesa 74 chili, la carrozzella 18», commenta la giovane, «un neurologo dell’Aquila ha accertato che ne serve una nuova, non ce la faccio più e non posso aspettare. Non posso permettermi di comprarne una nuova perché con il lavoro guadagno 600 euro al mese e ho un mutuo e un figlio da crescere. Mio marito prende 980 euro fra invalidità e accompagno. Trecento euro se ne vanno ogni mese per le medicine che la sanità pubblica non passa».
Stanca di porte sbattute in faccia, ieri mattina la donna ha contattato il Centro. Così sulla vicenda sono state chieste spiegazioni alla Asl. E la risposta del manager dell’azienda sanitaria provinciale è arrivata a stretto giro. «La richiesta dell’utente, relativa alla fornitura di una nuova carrozzella, è stata recepita e accolta dalla Asl nel giro di pochi giorni, subito dopo l’integrazione della pratica in base alla normativa», afferma Rinaldo Tordera, «i presidi sanitari che vengono forniti agli utenti possono essere nuovamente concessi solo dopo il decorso dei termini fissati dalla normativa di settore per ciascuna tipologia di ausilio, termine fissato in 5 anni per lo specifico ausilio richiesto in questo caso».
Aggiunge il direttore generale dell’azienda: «I termini possono essere abbreviati in alcuni casi tassativamente previsti, tra cui il sopraggiungere di problemi tecnici, rigorosamente documentati, che compromettano la piena funzionalità dell’ausilio. Nel caso specifico, per avere una nuova carrozzella si sarebbe dovuto attendere l’agosto del 2019, data in cui sarebbero trascorsi i 5 anni. Ricevuta la richiesta di ottenere una nuova carrozzella, il 21 agosto scorso abbiamo inviato comunicazione al paziente per informarlo che, in base alla normativa, prima di autorizzare l’acquisto di un nuovo presidio, la Asl avrebbe dovuto avere una relazione tecnica del fornitore. Un passaggio necessario che, oltre ad attestare la non riparabilità del presidio e quindi la necessità di cambiarlo prima delle scadenze fissate dalla legge, in virtù di una specifica deroga, serve a giustificare la reale necessità della spesa e quindi la corretta gestione del denaro pubblico da parte della Asl».
Secondo l’azienda «la relazione tecnica del fornitore, sulla necessità di fornire al paziente una nuova carrozzella, è del 30 agosto scorso ed è stata consegnata ai nostri uffici il 7 settembre scorso: nel giro di pochi giorni i servizi Asl preposti hanno completato l’istruttoria della pratica e in data 14 settembre», cioè ieri, «hanno formalizzato l’autorizzazione».
Risultato? «La Asl mi ha chiamato oggi pomeriggio (ieri per chi legge, ndr) per farmi avere una nuova carrozzella superleggera», sottolinea la donna. La consegna è prevista oggi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

