Carte clonate, indagato Gentile

Il noto imprenditore nei guai per una spesa da 8mila euro in gioielleria: coinvolte altre 12 persone
AVEZZANO. È accusato di avere fatto acquisti in una gioielleria, comprando preziosi per 8mila euro, con una carta di credito clonata.
Il noto imprenditore avezzanese Eros Gentile, 51 anni, è stato raggiunto da una misura cautelare emessa dal gip del tribunale di Roma, Roberto Saulino, su richiesta del pm Paolo D’Ovidio, nell’ambito di una più ampia inchiesta su presunti utilizzi illeciti di carte di credito. Inchiesta che vede coinvolte dodici persone in tutta Italia.
Stando a quanto ricostruito dalla magistratura capitolina – le indagini sono state portate avanti dal commissariato di polizia di Roma Viminale in collaborazione con i carabinieri di Avezzano – l’imprenditore marsicano avrebbe utilizzato la carta nel giugno dell’anno scorso, in una gioielleria della città, in concorso con un’altra persona.
Il provvedimento è stato eseguito ieri mattina dai carabinieri della compagnia di Avezzano, agli ordini del capitano Enrico Valeri e del luogotentente Bruno Tarantini.
Gentile ha l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria tutti i mercoledì, venerdì e sabato dalle 8 alle 8,30. Secondo la ricostruzione fatta dalla Procura, la carta utilizzata da Gentile è stata clonata a Roma. Un’operazione compiuta da una banda specializzata. Fra i dodici indagati non risultano altri marsicani, anche se l’inchiesta potrebbe riservare sorprese.
Le indagini degli agenti del commissariato di Roma Viminale e dei carabinieri sono tutt’altro che concluse. Eros Gentile è assistito dall’avvocato Roberto Verdecchia. (r.rs.)
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