Cartello-beffa, disabile multata

Posto in ospedale riservato all’ambulanza. L’automobilista: «C’era solo del nastro adesivo»
AVEZZANO. Disabile parcheggia sulle strisce gialle, ma viene multata perché l’area sarebbe stata destinata alle ambulanze. La disavventura è capitata ad Antonietta Scipioni. Nei giorni scorsi è andata in ospedale insieme al marito, Carmine Di Carlo, per ritirare dei referti e ha raccontato di avere parcheggiato l’auto nei posti riservati ai disabili, esponendo l’apposito tesserino rilasciatole dal Comune di Magliano de’ Marsi, dove risiede. Nel posto dove hanno lasciato la loro Lancia c’era un cartello tradizionale col simbolo che indica il parcheggio per disabili. Ma nessuno dei due coniugi si era accorto che sotto c’era un pezzo di nastro adesivo con la scritta “ambulanza”. Quando i due sono usciti dall’ospedale hanno trovato una multa di 41 euro sul cruscotto per aver sostato «su area riservata all’ambulanza».
«Quello che è successo è inaudito», ha commentato Di Carlo, «sono andato negli uffici della Asl e mi sono rivolto alla polizia locale e mi è stato risposto che quel posto ora è riservato all’ambulanza. Sono tornato a vedere e sul cartello compare solo da una scritta su un pezzo di nastro, per giunta scolorito. Ho pagato la multa, ma aspetto le scuse di qualcuno per l’accaduto».
Secondo il comandante della polizia locale di Avezzano, Luca Montanari «a volte succede che quando non ci sono cartelli che servono e il fornitore non è provvisto si utilizza quello che è in magazzino e si copre con un adesivo sopra, secondo le norme. Dal momento che la tabella è identica ma al posto del disabile c’è l’ambulanza spesso si usa quello coprendolo. Che il cartello abbia un altro messaggio, che poi è stato spiccicato da qualcuno, è tutto un altro discorso. In ogni caso l’agente prima di fare la multa controlla sempre, mi sembra strano che se la scritta ambulanza non era ben evidente il cittadino sia stato multato. Evidentemente qualcuno dopo che lui ha parcheggiato avrà tolto il messaggio che indicava l’ambulanza, tutto può succedere». (e.b.)
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