Cartellonistica, ci pensa la Fondazione Carispaq

Il presidente Fanfani: se il Comune non provvede, finanzieremo noi il progetto Anche un’associazione polacca si sta muovendo per raccogliere fondi
L'AQUILA. «Da anni sosteniamo, con un contributo, il Santuario di San Pietro della Jenca. So che la cartellonistica della chiesetta dedicata a Papa Wojtyla verrà smantellata in quanto il Comune ha deciso di non rinnovare la convenzione con la società Strada dei Parchi. Come Fondazione Carispaq siamo pronti a fare la nostra parte e a finanziare il progetto».
Il presidente della Fondazione Carispaq, Marco Fanfani, dichiara piena disponibilità a sostenere le spese per mantenere intatta la cartellonistica che segnala, sulla A24, in corrispondenza dei caselli L'Aquila Est e Ovest, la presenza del Santuario della Jenca.
«Stiamo valutando di abbinare alla promozione del Santuario, anche quella dei ruderi della chiesetta di Sant'Egidio seguendo uno specifico filone tematico», annuncia Fanfani, «si tratta del reperto archeologico rinvenuto alla massima altitudine, in Italia. Anche la chiesa di Sant'Egidio, come la Jenca, si trova sul Gran sasso, nell'area che dalla piana di Campo Imperatore arriva all'albergo».
Qui gli scavi archeologici hanno riportato alla luce, oltre ai resti della chiesa, anche due scheletri e del vasellame. «Sarebbe interessante», spiega Fanfani, «valorizzare tutto il borgo dei pastori, pubblicizzando sui cartelloni i due gioielli storico-artistici del Gran Sasso. Ne parlerò con la Strada dei Parchi, per capire se ci sono margini per l'abbattimento dei costi».
Il salvagente della Fondazione Carispaq, che da anni sostiene le iniziative culturali, sportive e di valorizzazione del territorio, come importante ente di riferimento per il mondo dell'associazionismo locale, è arrivato dopo le vibrate proteste del presidente dell'associazione culturale “San Pietro della Jenca”, Pasquale Corriere, che è stato in passato anche consigliere comunale. Corriere ha bocciato la scelta dell'attuale amministrazione di cambiare la strategia di promozione del Santuario dedicato a Giovanni Paolo II. L'assessore alla cultura, Sabrina Di Cosimo, ha spiegato «di voler ampliare la platea dei fruitori del servizio pubblicitario, contattando le parrocchie italiane, l'Opera romana pellegrinaggi e allestendo un apposito sito riservato al turismo religioso».
Ma per Corriere, che ha speso anni nella valorizzazione della piccola chiesetta sul Gran sasso, dove Papa Wojtyla si è rifugiato decine di volte in gran segreto, non ci sta. E si dice «pronto a proseguire la sua battaglia, perché i cartelloni che indicano la presenza del Santuario non vengano rimossi dall'autostrada».
Intanto, il 24 aprile arriverà in visita alla Jenca una rappresentanza dell'Università Cattolica della Polonia, dove ha studiato e insegnato Papa Wojtyla. Un centinaio i polacchi che si ritroveranno nel Santuario per festeggiare i cento anni dalla fondazione dell'Università.
Dopo l'appello lanciato da Corriere, anche attraverso i social, un'associazione polacca si sta muovendo per raccogliere fondi da destinare al sovvenzionamento della pubblicità del Santuario. (m.p.)
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