Cartiera Burgo, 5 anni di crescita: svolta con i cartoni da imballaggio

Dalla grande crisi del 2018 al rilancio, l’azienda diventa un polo di eccellenza a livello nazionale La produzione è in costante aumento (250mila tonnellate l’anno) attraverso il riciclo dei materiali
AVEZZANO. Dalla chiusura di un’intera linea produttiva alla riconversione, fino alla grande rinascita. La storia della Cartiera Burgo è stata riscritta negli ultimi anni. Ed è a lieto fine. Nel 2015 la crisi si era abbattuta sul mondo della carta e inevitabilmente sulla produttività della cartiera. Ma la proprietà ha virato verso il cartoncino da imballaggio e la luce della speranza per i dipendenti del sito del nucleo industriale della città si è riaccesa. Così sabato 10 giugno il sito di Avezzano, diretto da Gianclaudio Bassano, aprirà le porte alle famiglie dei dipendenti e alle istituzioni abruzzesi. Per una festa collettiva.
LA STORIA DI UNA CRISI
Il crollo del mercato delle carte patinate mise la Burgo in serissima difficoltà. Un’intera linea venne chiusa e alcuni dipendenti vennero temporaneamente trasferiti negli altri stabilimenti del gruppo. Diversi a Sora. Parallelamente si iniziò a lavorare per cercare una soluzione che si palesò nel giro di qualche anno. Nel 2018, infatti, venne inaugurata una nuova linea, tutta incentrata sulla produzione di cartoncino per imballaggi, di quelli che si utilizzano quotidianamente, per esempio per le spedizioni online. I dipendenti (rimasti) tirarono un sospiro di sollievo. E ora la fabbrica avezzanese torna a essere un’eccellenza.
I NUOVI OBIETTIVI
Oggi la Burgo conta 150 dipendenti e ha puntato tutto sull’economia circolare e sulla green economy. Il sito ha una capacità produttiva annua di circa 250.000 tonnellate di cartone e i lavoratori sono impegnati ogni giorno a ricreare dal materiale di scarto dei nuovi prodotti da immettere sul mercato. Lo stabilimento di Avezzano, dopo la riconversione del 2018 da carte grafiche e cartoncino, è diventato un vero e proprio polo d’eccellenza nazionale per la produzione di carta per l’imballaggio high performance Burgo containerboard. Il sito abruzzese è un concreto esempio di economia circolare e green economy sia a livello nazionale che per la zona industriale della Marsica. Il riciclo infatti rappresenta per l’industria della carta una straordinaria opportunità di sviluppo e il gruppo Burgo ha continuato a investire nell’ideazione di carte riciclate di qualità, capaci di rispondere alle esigenze di mercato. Dalla carta recuperata quindi nascono nuovi prodotti, che a loro volta saranno facilmente riciclabili. Burgo è inoltre attenta anche all’ambiente e per questo sta portando avanti un programma di sostenibilità integrata per ridurre la presenza di carbone nei processi e nei prodotti realizzati. Nel 2022 lo stabilimento marsicano ha lanciato un nuovo programma Esg, a supporto di un programma di sostenibilità integrata, con molteplici iniziative, obiettivi e attività in tutte le aree aziendali con lo scopo di diminuire l’impronta carbonica dei processi e dei prodotti, con l’ambizioso obiettivo di tagliare del 47 per cento l’intensità delle emissioni entro il 2030. Proprio per questo nel sito di Avezzano verranno fatti già nei prossimi anni importanti investimenti per la riduzione delle emissioni di CO2.
L’OPEN DAY
Sabato 10 giugno la cartiera aprirà le sue porte alle famiglie dei dipendenti, ai rappresentanti istituzionali cittadini e regionali e a quanti vogliono vedere da vicino come funziona la produzione. L’iniziativa ci sarà a partire dalle 11. «Un’occasione unica per toccare con mano il processo di produzione della carta nel totale rispetto delle norme di tutela ambientale e di sicurezza sul lavoro», hanno sottolineato dall’azienda, «lo stabilimento di Avezzano, dopo la riconversione del 2018, da carte grafiche e cartone, è diventato un vero e proprio polo d’eccellenza nazionale per la produzione di cartone e un concreto esempio di economia circolare e green economy della zona industriale della Marsica».
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