Cartiera choc: si chiude, via 350 operai

26 Agosto 2014

Il gruppo Burgo lascia la Marsica, annuncio in assemblea fra le lacrime dei lavoratori. A settembre vertice col governo

AVEZZANO. C’è chi ha pianto all’annuncio di Franco Montevecchi, responsabile delle risorse umane della Burgo Group: la Cartiera di Avezzano chiude. L’azienda leader in Europa per la produzione di carte grafiche per stampa ha deciso di lasciare la Marsica. L’annuncio choc è arrivato in un’assemblea che si è tenuta ieri pomeriggio ad Avezzano, a cui hanno partecipato anche i lavoratori. In un istante sono svanite le speranze di circa 350 operai, padri di famiglia nella maggior parte dei casi: 290 dipendenti della fabbrica e una sessantina che lavorano nell’indotto, tra autisti, meccanici e personale addetto alle pulizie.

FABBRICA STORICA. La cartiera si è insediata ad Avezzano più di 60 anni fa. Con un piano di investimenti “aggressivo”, negli anni Ottanta, la Burgo decise di convertire alla produzione di carte patinate le linee dedicate alle carte naturali, portando ad Avezzano macchinari tecnologici che decretarono il successo della produzione. Specializzata nelle carte a doppia e tripla patinatura, la cartiera svolgeva anche un importante ruolo di nodo logistico per tutto il Centro sud Italia.

«SVANITI ANNI DI SACRIFICI». Tullio Rosa, dipendente addetto alle spedizioni, anche assessore al Comune di Trasacco, a stento riesce a trattenere le lacrime. «Quando ho iniziato a lavorare in Cartiera» racconta «uscivano da Avezzano 80, 90 camion al giorno, ognuno con un carico di 230, 250 quintali. La nostra forza lavoro si è sempre distinta per capacità e abnegazione. Oggi ci tolgono anche il diritto al lavoro e vediamo svanire nel nulla anni di sacrifici».

L’INIZIO DELLA CRISI. Da più di tre anni le cose in Cartiera non andavano bene e ora i timori più bui sono diventati realtà. Una fatalità vuole che la situazione abbia preso una brutta piega dopo un incidente mortale in cui perse la vita Berardo Massaro, 50 anni, di Luco dei Marsi, ucciso in un’esplosione. Era il 29 novembre del 2011: all’epoca alla cartiera lavoravano circa 450 persone. Era la seconda fabbrica della Marsica per numero di dipendenti, preceduta solo dalla ex Micron, e ogni anno si producevano in media 270.000 tonnellate di carta. Dal primo ottobre del 2012 l’azienda decise poi di sopprimere una delle due linee di produzione. E da lì è andata sempre peggio. Con il ricorso agli ammortizzatori sociali, i primi annunci di esuberi e la riduzione del personale dell’indotto. A gennaio di quest’anno quella che sembrava la svolta. Lo stabilimento ha detto addio alla carta patinata, vista la sempre minore richiesta del mercato. Il ritorno alla produzione della naturale dove essere la salvezza e invece è stata il contrario.

LA VOCE DEI SINDACATI. «Una notizia gravissima quanto inaspettata», dichiarano Antonio Fiasca (Fistel-Cisl), Sigismondo Sansoni (Slc-Cgil) e Alfredo Moschettini (Uilcom-Uil), «l’azienda non aveva dato segnali di difficoltà così evidenti. Facciamo appello alle istituzioni affinché si attivi subito un tavolo governativo, alla presenza dell'amministratore delegato del gruppo Burgo».

INCONTRO COL GOVERNO. «Sapevamo che da tempo la Cartiera era in difficoltà» commenta il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, «ma non tollereremo la perdita di altri 290 posti di lavoro in un territorio già duramente colpito dalla crisi e che solo negli ultimi tre anni ha perso oltre 2mila occupati nelle filiere industriali. Porteremo questa vicenda all’attenzione del governo Renzi. Martedì 9 settembre ci sarà un primo incontro al ministero dello Sviluppo economico, fissato insieme alla Regione».

Magda Tirabassi

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