Cartiera, operai in marcia su Roma

9 Settembre 2014

Fabbrica chiusa con 350 licenziamenti: oggi l’atteso vertice al ministero dello Sviluppo economico

AVEZZANO. In pullman fino a Roma per rimanere appesi a un’esile speranza. Anche gli operai della Cartiera Burgo partecipano all’incontro al ministero dello Sviluppo economico, previsto per oggi, tra i rappresentanti della Regione Abruzzo e le parti sociali. Si discute della chiusura dello stabilimento di Avezzano.

Oltre cento lavoratori sono pronti a manifestare in maniera pacifica fuori dal palazzo del Ministero. All’incontro, previsto per le 15, avranno accesso solo i rappresentanti dei sindacati e gli esponenti della politica locale e regionale. Tra cui il presidente del consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, il vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, il sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, il presidente del consiglio comunale Domenico Di Berardino e l’assessore con delega al Lavoro, Francesco Paciotti.

In ballo ci sono circa 350 posti di lavoro: 290 sono i lavoratori diretti, una sessantina quelli dell’indotto. La Burgo è la seconda azienda della Marsica, dopo la LFoundry, per numero di dipendenti.

La chiusura della Burgo ad Avezzano è stata annunciata lunedì 25 agosto, nel corso di un’assemblea, dal responsabile delle risorse umane del gruppo, Franco Montevecchi. Una doccia fredda per i lavoratori che pensavano a una riunione in cui si sarebbero stabilite le modalità del rientro dopo una temporanea chiusura estiva. Un’assemblea che tra l’altro seguiva un incontro al Ministero a Roma, in cui i vertici Burgo avevano sottoscritto un accordo, firmato anche da tutte le firme sindacali, in cui non si parlava di chiusura ma di mantenimento del sito, con il ricorso agli ammortizzatori sociali, fino a un rilancio.

Sul caso Burgo ha preso posizione anche il vescovo della diocesi dei Marsi, monsignor Pietro Santoro. La speranza è che l’azienda possa fare un passo indietro. Molto dipenderà dall’incontro di oggi.

Magda Tirabassi

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