Caruso, dietrofront su Di Pangrazio

6 Agosto 2017

Il presidente della Provincia pressato dal centrodestra è pronto a rivedere l’incarico

L’AQUILA. Se non è un passo indietro poco ci manca: Angelo Caruso, presidente della Provincia, ha dovuto fare i conti con le forti pressioni politiche alla luce dell’incarico attribuito a Gianni Di Pangrazio, per cinque anni sindaco di Avezzano e dallo scorso 3 agosto braccio destro di Caruso, e ieri si è detto pronto a modificare la propria decisione.
L’avvocato Caruso, anche primo cittadino di Castel di Sangro, ha voluto evidenziare che ci sarà «tempo e modo per fare una riflessione serena» sugli incarichi al dirigente. Come dire che è tutto da rivedere. Di Pangrazio, in Provincia dell’Aquila dal 1999, è stato nominato responsabile dell’ufficio di diretta collaborazione del presidente Caruso. Stretti collaboratori del nuovo presidente raccontano di forti pressioni da esponenti del centrodestra, anche a livello regionale, che non hanno gradito il primo provvedimento voluto da Caruso. Per esempio Massimo Verrecchia di Forza Popolare, braccio destro del parlamentare Filippo Piccone e della senatrice Federica Chiavaroli, che ha preso le distanze chiedendo «la revoca immediata dell’incarico politico». E a innescare altre polemiche attorno alla decisione anche delle dichiarazioni che Di Pangrazio avrebbe rilasciato ad alcuni quotidiani on-line relative all’organizzazione della Provincia.
«Ho apprezzato la rinuncia del dottor Gianni Di Pangrazio al ruolo di portavoce», afferma il presidente Caruso, «tanto più perché in questa fase, in cui non sono state ancora assegnate le deleghe ai consiglieri provinciali, è inopportuno parlare di programmazione, delle scelte e delle priorità della Provincia che appartengono all’organo consigliare ed alla concertazione con le amministrazioni del territorio. In questo momento nessuno può parlare in nome e per conto della Provincia e sugli incarichi del dottor Di Pangrazio ci sarà tempo e modo di fare una riflessione serena e costruttiva. Di certo non consentirò condotte che esorbitano dalle prerogative tipiche dell’apparato burocratico dell’Ente, e inoltre non possiamo permetterci distrazioni su questioni che non hanno alcuna rilevanza per gli interessi dei cittadini, dei genitori degli studenti e degli operatori economici. Le aspettative della comunità provinciale sono ben altre, occorrono un clima di coesione e un alto senso di responsabilità, questo è quello che quotidianamente mi chiedono le mamme».
Che sia previsto un dietrofront lo conferma anche Andrea Gerosolimo, assessore regionale e primo “sponsor” di Caruso per l’elezione in Provincia. «Gianni Di Pangrazio è un dipendente dell’amministrazione provinciale», precisa Gerosolimo, «e in quanto tale ritengo assolutamente giusto che vengano garantiti tutti i suoi diritti di lavoratore. Riguardo al decreto firmato dal nuovo presidente Angelo Caruso, relativamente a specifiche funzioni attribuite allo stesso Di Pangrazio, sono certo che a stretto giro il neo presidente, come per altro da lui già annunciato, si confronterà con la sua maggioranza per meglio definire funzioni e ruoli, oltre ovviamente per attribuire le deleghe ai neo consiglieri provinciali».
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