Caruso incontra Conte: «Non bloccate i cantieri»

12 Febbraio 2020

In un documento consegnato al premier, il presidente della Provincia chiede procedure snelle per l’edilizia scolastica e maggiore rapidità degli interventi

L’AQUILA. Dopo l’appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, arriva quello al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a «non fermare la ricostruzione dell’Aquila». A consegnare il documento nelle mani del premier, ieri, in un incontro a Roma, è stato il presidente della Provincia, Angelo Caruso. Un promemoria condiviso con il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in cui viene rappresentata «l’esigenza di snellimento delle procedure burocratiche per l’esecuzione delle opere connesse alla ricostruzione post-sisma».
«Il presidente del Consiglio, a margine dell’incontro», ha dichiarato Caruso, «si è detto soddisfatto dell’esito della riunione, in quanto ha potuto approfondire le tematiche inerenti la ricostruzione nei territori colpiti dal sisma». Caruso ha posto l’accento, in particolare sulla semplificazione delle procedure per l’edilizia scolastica. «Ho fatto presente a Conte come, nel bilanciamento degli interessi, ovvero da una parte il rischio di tenere gli studenti in edifici scolastici non adeguati, e dall’altro il rigore di norme complesse», ha spiegato Caruso, «deve prevalere la semplificazione delle procedure per favorire la rapidità degli interventi». Il documento consegnato a Conte ricalca la lettera-appello che Biondi ha fatto avere al presidente Mattarella. «Il rischio concreto è che la ricostruzione di 56 comuni e tre province abruzzesi sia derubricata dall’agenda governativa delle priorità all’archivio dei processi conclusi. Così non è. A fine 2020 termineranno le risorse messe a disposizione dallo Stato e gli Uffici speciali che si occupano di ricostruzione hanno stimato in almeno 4 miliardi la somma necessaria a chiudere l’affannoso percorso iniziato realmente nel 2012».
Caruso ha rimarcato la necessità che «la ricostruzione dell’Aquila e del cratere sismico torni ad essere una preminente questione italiana. Dobbiamo essere un esempio, per il mondo intero, di concretezza e non di abbandono dimostrando come si possa mettere in sicurezza il patrimonio monumentale e abitativo e sviluppare le potenzialità di un territorio, incentivandone le capacità attrattive e scoraggiando fenomeni di spopolamento e perdita di valori identitari». Nella scaletta delle priorità figura la ricostruzione pubblica, con particolare riferimento alle scuole. «Occorre semplificare le procedure e far partire i cantieri per mettere in sicurezza gli edifici scolastici», la sottolineatura di Caruso, «non possiamo mantenere gli studenti in strutture non adeguate. Il rischio che corriamo è ben più grande rispetto a quello di mettere mano a norme complesse, che necessitano di snellimenti e velocizzazioni». Al presidente del Consiglio, che è anche titolare della delega alla ricostruzione, Caruso ha chiesto «di assumere impegni formali», come scritto nel documento, «al fine di garantire, attraverso idonei strumenti normativi, risorse certe per la ricostruzione, da trasferire secondo tempistiche adeguate, nella misura valutata dagli Uffici per la ricostruzione, per il quinquennio 2021-2025», oltre a «misure normative semplificate e strumenti legislativi utili per accelerare la ricostruzione».
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