Caruso: tamponi e rientri scaglionati per gli studenti

CASTEL DI SANGRO. Il rientro in classe dei ragazzi dopo Pasqua dovrà essere scaglionato e prevedere il ricorso preventivo ai tamponi. A lanciare l’appello è il presidente della Provincia dell’Aquila,...
CASTEL DI SANGRO. Il rientro in classe dei ragazzi dopo Pasqua dovrà essere scaglionato e prevedere il ricorso preventivo ai tamponi. A lanciare l’appello è il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, anche nella veste di presidente delle Province abruzzesi. «In Abruzzo ci sono 455 scuole dell’infanzia con 26.371 bambini, 397 primarie con 51.977 alunni, 215 scuole medie con 34.258 ragazzi e 141 istituti superiori con 56.819 studenti. Alla luce dell’emergenza coronavirus», afferma Caruso, «ora sono tutti a casa in dad (didattica a distanza), ma il loro ritorno in classe dovrà essere ben organizzato per evitare il peggio. La nostra regione si sta preparando al dopo Pasqua per la riapertura delle scuole, confidando su un abbassamento del tasso di contagio, che oggi sembra rallentare», commenta Caruso, «su tale aspetto grava, però, l’incognita delle imminenti festività, per le quali il governo ha emanato misure restrittive applicando a tutto il territorio la zona rossa, che si spera possa evitare la ripartenza del contagio». Caruso, rappresentando anche la volontà dei suoi colleghi presidenti, si dice «contrario alle misure adottate dal governo ritenendo che la sicurezza degli studenti andava assicurata con una riduzione più consistente degli alunni non superiore al 50% e con lo screening antigenico settimanale. Solo con una presenza ridotta si potrà ipotizzare un ritorno degli studenti nelle scuole. Ma ciò deve avvenire limitando le presenze non solo all’interno delle aule, ma anche all’interno dei mezzi di trasporto e il tutto va accompagnato da una verifica sanitaria con un tampone rapido a ogni studente prima del rientro in classe».
Secondo Caruso «è inutile continuare a criticare le scelte sbagliate. Ritengo però che gli errori compiuti debbano pesare sulle decisioni della riapertura delle scuole, per evitare il bis in idem, che a quel punto pregiudicherebbe la rimanente parte dell’anno scolastico, finendo per danneggiare l’immagine della stessa istituzione». (e.b.)
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