Casa a spese dello Stato, ufficiale assolto

Maggiore dei carabinieri scagionato dall’accusa di aver ottenuto un contributo non dovuto per un’abitazione sostitutiva
L’AQUILA. Era finito nei guai nell’ambito di un’inchiesta relativa a un’ipotesi di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.
Ora, a distanza di tre anni dal sequestro preventivo che venne disposto dal giudice per le indagini preliminari, su richiesta dalla Procura, di soldi asseritamente ottenuti in maniera illecita (una cifra tra i 200 e i 300mila euro), un ufficiale dei carabinieri ha ottenuto l’assoluzione.
Il tribunale collegiale (presidente Alessandra Ilari, a latere Monica Croci e Marfisa Luciani) ha infatti assolto il maggiore dei carabinieri Giovanni Gianvincenzo (già commissario capo del Corpo Forestale dello Stato e in seguito finanziere), con la formula «perché il fatto non sussiste» dall’accusa di aver ottenuto un contributo per l’acquisto di un’abitazione sostitutiva nell’immediato post-terremoto dell’Aquila. Il caso si è definito nel corso dell’udienza che si è celebrata lo scorso martedì a palazzo di giustizia. Lo stesso tribunale ha ordinato il dissequestro dei beni che erano stati sottoposti a vincolo e la loro restituzione all’imputato.
L’accusa, in estrema sintesi, sosteneva che, lavorando stabilmente a Milano, quale responsabile di un nucleo investigativo, l’imputato non avesse la dimora abituale in città.
La difesa di Gianvincenzo, sostenuta dall’avvocato Fabio Alessandroni, è invece riuscita a dimostrare, attraverso testimonianze e prove documentali, e facendo leva su sentenze della Cassazione, che rientrando nel fine settimana e anche nei periodi di brevi vacanze nella città di origine, avesse diritto al contributo.
Il tribunale dell’Aquila si è dunque determinato a favore dell’accoglimento della tesi difensiva, assolvendo l’ufficiale dai reati che gli erano stati contestati.
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