Casa confiscata al boss mafioso: ora diventa centro antiviolenza

Le chiavi dell’appartamento sono state consegnate dal Comune di Avezzano alla cooperativa Be free La struttura offrirà alle vittime di maltrattamenti attività di ascolto, assistenza psicologica e legale
AVEZZANO. Un “rifugio” per le donne vittime di violenza nella casa sequestrata alla criminalità organizzata. Ieri mattina il Comune di Avezzano ha consegnato le chiavi dell'appartamento alla cooperativa Be free per il progetto “La Casa delle donne nella Marsica” che ne farà un centro antiviolenza che andrà ad affiancarsi a quello della Croce rossa già operativo. Il centro offrirà attività di ascolto, assistenza psicologica e legale. La cooperativa gestisce anche una casa rifugio, a indirizzo protetto, in cui ospita gratuitamente donne e minori vittime di maltrattamenti.
«L’obiettivo è dare un luogo sicuro a donne che vivono il dramma dei maltrattamenti e dei soprusi, dove possono trovare l’abbraccio solido delle istituzioni e quello amorevole delle associazioni che si battono per un mondo più giusto e civile», ha spiegato il vicesindaco Domenico Di Berardino che ha la delega al Sociale. «Siamo grate e felicissime», hanno aggiunto Daniela Senese, responsabile dei due servizi, e Alessandra Sucapane responsabile dell’ufficio legale della Casa delle donne nella Marsica. «Il Comune di Avezzano ha scelto di stare concretamente accanto alle donne che subiscono violenze. Era un desiderio nel cassetto portare qui il nostro servizio. È stato fatto un lavoro immenso che sposa le esigenze di chi viene da una situazione di maltrattamenti e violenze. Donne che hanno bisogno del supporto delle istituzioni per tornare ad essere finalmente libere». L’immobile, del valore di oltre 94mila, euro è stato confiscato con un provvedimento del Tribunale di Palermo al figlio di un boss mafioso e consegnato al Comune di Avezzano per essere impiegato per finalità sociali, come strutture di accoglienza, biblioteche e altre attività utili alla comunità. L’appartamento, in via Orazio Mattei, era intestato alla moglie del boss. Al termine della vicenda giudiziaria con sentenza passata in giudicato è avvenuta la confisca e la conseguente consegna al Comune. Nella conferenza di servizi del 2019, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc) aveva chiesto ai possibili destinatari degli immobili (Regioni, Comuni, associazioni) di manifestare il proprio interesse e il Comune si era subito proposto. (f.d.m.)
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