Casa delle donne, imprenditori in campo

31 Ottobre 2018

Con l’acquisto di prodotti tipici verrà realizzata una “fattoria” per le vittime di maltrattamenti 

SULMONA. Un luogo dove le donne vittime di maltrattamenti e violenze potranno intraprendere, attraverso il lavoro, un percorso di rinascita. Si chiama RiNascita Donne il progetto che è stato presentato nella Porta dei Parchi di Nunzio Marcelli, da Stefania Pepe, l’imprenditrice teramana produttrice di vino.
Un progetto ambizioso che prevede un investimento di oltre due milioni di euro e la collaborazione di imprenditori disposti a cofinanziare l’iniziativa attraverso l’acquisto di vino, olio e formaggi che saranno prodotti nella speciale fattoria. Il primo a dare il proprio appoggio al progetto è stato lo chef italoamericano originario di Sulmona Filippo Frattaroli, proprietario di diversi ristoranti a Boston, che hanno ospitato e ospitano i più importanti esponenti della politica e dell’economia statunitense.
«Sono pronto a fare la mia parte», ha detto Frattaroli, «per un’iniziativa lodevole che, oltre a dare la possibilità di un riscatto alle donne in difficoltà, può essere un eccezionale veicolo per la promozione e la diffusione dei prodotti di eccellenza dell’Abruzzo».
Stefania Pepe ha voluto dedicare l’iniziativa alla memoria di Donatella Briosi, la sommelier pescarese «sempre sorridente e luminosa», uccisa a Udine nel giugno scorso.
«Dedico il progetto a lei e a mio marito che dal cielo ci guideranno nel nostro cammino», ha detto Pepe. «Le violenze nei confronti delle donne possono essere verbali o fisiche, economiche, finanziarie. Purtroppo, se subite in modo quotidiano, inducono la donna a pensare di non essere capace di ricominciare una propria vita senza il violentatore, perché spesso non ha le risorse economiche per andare avanti da sola. Abbiamo ideato un luogo di accoglienza essenziale, bioenergetico, con una casa tutta in legno con una stanza per ogni donna, un bagno e una grande cucina in comunione. E poi un grande laboratorio per creare nuove pietanze e prodotti da commercializzare».
Un ruolo importante nel progetto è ricoperto dall’imprenditore agricolo Nunzio Marcelli: «Il riutilizzo delle aree rurali deve necessariamente associare, oltre alla produzione agricola, la sua funzione sociale avendo come ulteriore obiettivo il reinserimento di donne che hanno subìto traumi e violenze», ha spiegato Marcelli.
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