Casa dello studente, danni mai pagati

29 Maggio 2017

A quattro anni dalla sentenza ancora nessun risarcimento ai parenti delle vittime. E partono le lettere dei legali

L’AQUILA. A quattro anni dalla sentenza di condanna di primo grado per il crollo della Casa dello studente, dove morirono otto giovani, che dispose il pagamento di provvisionali per due milioni, nessuna delle parti civili ha visto un euro: tanto è vero che sono in arrivo lettere dei legali di richiesta di quanto dovuto. La sentenza, pronunciata dal giudice Giuseppe Grieco (ora in pensione), è stata confermata in Appello e Cassazione. Ma questo poco importa nel senso che le provvisionali sono immediatamente esecutive. Ci furono condanne a carico di coloro che fecero i restauri: quattro anni furono inflitti a Bernardino Pace, Pietro Centofanti, Tancredi Rossicone, tecnici autori dei lavori di restauro del 2000 che, secondo l'accusa, avrebbero ulteriormente indebolito il palazzo, che già presentava vizi costruttivi all'epoca della sua edificazione. A due anni e sei mesi fu condannato Pietro Sebastiani, tecnico dell'Azienda per il diritto agli studi universitari. Tuttavia, secondo la Procura, sul banco degli imputati ci sarebbero potuti essere anche alcuni tra coloro che realizzarono l’edificio negli anni Sessanta, tutti deceduti prima del sisma. Il palazzo, probabilmente, sarebbe crollato lo stesso al di là dei contestati restauri eseguiti nel 2000.
La provvisionale è consistente in quanto il giudice ha disposto il pagamento di 100mila euro a ciascun genitore delle vittime e di 50mila euro a ogni fratello o sorella. Numerose le parti civili a cui è stato riconosciuto un risarcimento provvisionale. Tra queste il Codacons, Cittadinanza attiva e il Comune dell'Aquila, a cui sono stati riconosciuti 5mila euro ciascuno.
Visto che nessuno paga ci sono le prime iniziative per richiedere i soldi. Iniziative che sono state promosse, al di fuori della causa risarcitoria avviata ormai da tempo, con una richiesta inviata soprattutto all’Adsu, alla Regione, titolare dell’edificio, e ai condannati. La causa civile (che riguarda richieste di somme ben maggiori, non solo le provvisionali ma anche il resto), si terrà il 21 giugno davanti al presidente del tribunale Ciro Riviezzo. La Cassazione va in aiuto delle parti civili con la motivazione: «All’Aquila», dicono i giudici, «per effetto del terremoto, accanto agli edifici crollati, ve ne erano altri che erano rimasti in piedi. La resistenza non è legata alla tipologia del terremoto, ma a difetti progettuali e a carenze costruttive». Tra i legali delle parti civili Simona Fiorenza, Wania Della Vigna, Simona Giannangeli.
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