«Casa dello studente inagibile» Il direttore minaccia la chiusura

Preoccupazione per la vicenda legata all’ex caserma Campomizzi che ospita anche una mensa Assemblea con la Cgil e la partecipazione del rettore Alesse, in bilico la posizione di 60 lavoratori
L’AQUILA. A giorni dovrebbe essere pubblicato dall’Adsu L’Aquila l’annuale bando per l’assegnazione delle borse di studio e dei posti letto della Casa dello studente ospitata nei locali dell’ex caserma Campomizzi. Tuttavia, il direttore dell’azienda per il diritto allo studio Luca Valente ha sollevato un problema che potrebbe mettere a rischio la continuità dei servizi. La struttura, infatti, pur essendo in regola con tutti i certificati di conformità agli standard di sicurezza, risulterebbe sprovvista sia del certificato di agibilità sia di quello che avrebbe dovuto attestarne, a suo tempo, il cambio di destinazione d’uso.
IL CASO. Secondo la maggioranza del cda, si tratterebbe solo di un problema di tipo burocratico, tant’è che la presidente Eliana Morgante si è espressa a favore della pubblicazione del bando per l’assegnazione dei 163 posti letto attualmente disponibili e delle borse, giudicando la documentazione esistente «sufficiente a consentire l’utilizzo della struttura». Valente, però, la pensa diversamente, tanto da aver invitato il cda a informare gli studenti della situazione sia inserendo una postilla nel bando sia affiggendo degli avvisi all’interno della Campomizzi, suggerendo, inoltre, di inviare tutti i provvedimenti che verranno adottati all’autorità giudiziaria «al fine di evitare che conseguenze civili e penali possano essere addebitate alle strutture amministrative dell’ente per una scelta operata dal cda indipendentemente dalla sussistenza di tutti i requisiti ritenuti necessari per l’occupazione della struttura». Il clima, insomma, è di grande incertezza.
L’ASSEMBLEA. Ieri, nel polo di Coppito, si è tenuta un’assemblea aperta convocata dalla Cgil alla quale hanno partecipato il segretario provinciale della Camera del lavoro Francesco Marrelli, il rettore Edoardo Alesse e tre dei cinque membri del cda dell’Adsu: Maurizio Passacantando, Sara Cecala e Matteo Paoletti. Il sindacato chiede garanzie e certezze sia per gli studenti sia per i dipendenti delle ditte che si occupano dei servizi mensa, portierato e pulizia. Qualora la Campomizzi dovesse chiudere, infatti, a rischio ci sarebbero una sessantina di posti di lavoro. Duro il commento di Alesse: «L’Università ha deciso di tornare alle lezioni in presenza, per restituire agli studenti non solo un contesto di studio e di ricerca, ma anche di frequentazione e socializzazione. Tutti però devono fare la loro parte. Siamo un ateneo che attira un gran numero di studenti da fuori, che hanno diritto ad avere disponibilità di alloggi. Io credo che siano stati fatti degli errori dovuti a superficialità e incapacità di gestione».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

