Casa dello studente «La nuova palazzina sarà pronta nel 2026»

Annuncio dell’Adsu, audizione in commissione di Vigilanza È ancora caos sull’assegnazione degli alloggi ai fuori sede
L’AQUILA. La nuova casa dello studente sarà pronta solo nel giugno del 2026. A quattordici anni e mezzo dal sisma del 6 aprile 2009, è in dirittura d’arrivo la permuta tra Adsu e Comune dell’Aquila dei sedimi della ex scuola media Carducci – al posto della quale nascerà il nuovo studentato – e quella della ex Casa dello studente (dove sorgerà un mausoleo in memoria di tutti gli studenti rimasti vittime del terremoto), anche se manca ancora la firma del notaio. Sono quindi previsti cento nuovi alloggi nell’edificio prospiciente la facoltà di Scienze Umane, a cui se ne aggiungeranno altri cento dell’istituto Marinangeli, che dovrebbero quindi essere disponibili nel diciassettesimo anniversario dal terremoto. Queste, almeno, sono le promesse dell’Azienda per il diritto allo studio dell’Aquila, espresse ieri pomeriggio nell’audizione della commissione consiliare Controllo e vigilanza.
Il resto è puro caos amministrativo dovuto a una selva di delibere e atti che si accavallano da anni, che faticano a trovare la quadra e che coinvolgono anche gli studenti fuori sede alla ricerca di un alloggio pubblico. E intanto l’Università dell’Aquila crolla nelle classifiche del Censis in fatto di servizi per il diritto allo studio (mense universitarie, posti letto e trasporti).
IL DIBATTITO IN COMMISSIONE
La commissione consiliare convocata dal presidente Stefano Palumbo, alla quale hanno partecipato il rettore Edoardo Alesse, la presidente Eliana Morgante con i tecnici Adsu, la Cgil e due studenti membri della dell’Udu, oltre ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, è servita, se non a dare risposte, a ritessere le fila di tutti i nodi accumulati negli scorsi anni. Se il segretario della Cgil Francesco Marrelli ha infatti denunciato «la mancanza di chiarezza a tutti i livelli del cronoprogramma delle attività», Fabrizio Quadrini ha fatto presente, in rappresentanza di tutti gli studenti, il paradosso delle «due diverse graduatorie per gli alloggi Adsu, che erano stati assegnati e poi revocati dalla pubblicazione di un secondo bando, tale da entrare in conflitto con il precedente, perché basato su altri criteri». Enrico Verini ha invece domandato, da cittadino prima ancora che da politico, se «la struttura Ater ad oggi a disposizione degli studenti sia in realtà a norma dal punto della vulnerabilità sismica», mentre Lorenzo Rotellini ha chiesto spiegazioni circa «i 200 posti previsti da un atto del 2017 relativamente all’alloggio di San Basilio (non ancora disponibile), poi diventati 100 in un atto del 2019». La consigliera Laura Cococcetta ha poi fatto notare «l’assenza della Regione» come soggetto maggiormente interessato alla questione.
Il rettore ha infine ammesso che «il progetto del collegio di merito Ferrante d’Aragona era nato senza avere le dovute coperture finanziarie, per cui stiamo cercando di rimodularlo». Il responsabile dell’area tecnica dell’Adsu Michele Suriani ha invece ricordato come a breve sarà pronta una nuova mensa universitaria in piazza Duomo, capace di attirare centinaia di studenti nel centro storico e creare così un indotto importante per la città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

