Casa dello studente, la Regione non paga

Centofanti (Comitato familiari delle vittime): pronto un milione per la famiglia di un ragazzo, ma l’ente e l’Adsu resistono
L’AQUILA. «La Regione ha i soldi per i risarcimenti, già messi a disposizione dall’assicurazione, ma non paga». La denuncia arriva da Antonietta Centofanti, portavoce dei familiari delle vittime del sisma, a margine dell’udienza di appello per il risarcimento di un milione e 200mila euro ai familiari di Hamade Hussein (conosciuto come Michelone), uno degli otto giovani che hanno perso la vita nel crollo della Casa dello studente. La Regione, insieme all’Adsu, è stata condannata a risarcire la famiglia e la sentenza è immediatamente esecutiva da quasi un anno, ma i due enti hanno fatto appello e non sembrano intenzionati a risarcire. La stessa Centofanti fa notare che nemmeno il cambio al vertice dell’ente è servito a modificare la posizione della Regione che, atti alla mano, intendere resistere.
Gli avvocati di parte civile, Wania Della Vigna e Guido De Luca, hanno precisato che il risarcimento deve essere erogato per legge e tanto più a fronte di tre sentenze penali e una civile, tutte nella stessa direzione. La conseguenza di questo è che a breve ci sarà l’esecuzione forzata per avere quanto deciso dal giudice di primo grado. Anche perché la sentenza di appello di questo procedimento si avrà solo nel 2021. «Leggere sul ruolino affisso davanti all’aula», ha commentato la Centofanti, «che la Regione è contro i familiari delle vittime mi fa rabbrividire».. Secondo la difesa della Regione, che fa riferimento anche a una sentenza di Cassazione, «il nesso di causalità tra la condotta che ha contribuito a provocare la tragedia e l’evento dannoso risulta interrotto dalla causa di forza maggiore che, innegabilmente, il terremoto rappresenta quale causa esterna di carattere eccezionale alla quale non è possibile fra fronte. Le caratteristiche che deve avere un evento per essere considerato forza maggiore sono la straordinarietà e imprevedibilità dello stesso». Ma il terremoto del 6 aprile 2009, secondo le parti civili che citano molti scienziati, tra i quali il professor Luis Decanini, «rientra perfettamente nel quadro della sismicità dell’area aquilana e non rappresenta un evento eccezionale». Anche perché, mediamente, nel mondo ci sono 120 scosse all’anno di tale entità. Inoltre i terremoti che ci furono all’Aquila nel 1349, 1461 e 1703 furono di una potenza simile, se non superiore a quella di dieci anni fa.
La Regione, inoltre, chiede almeno una riduzione della somma dovuta.
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