Casa dello studente, Paoletti: «Morgante voleva la chiusura»

22 Novembre 2021

Il rappresentante degli universitari nel cda dell’Azienda per il diritto agli studi accusa la presidente «La struttura ha l’agibilità, ma i meriti non sono di chi finora si è spesa solo per lasciare quella sede»

L’AQULA. «La presidente dell’Azienda per il diritto agli studi universitari (Adsu), Eliana Morgante, definisce un «prezioso risultato» l’acquisizione dell’agibilità dell’ex caserma Campomizzi, la più grande residenza universitaria della regione, quando è stata lei per prima a proporne la chiusura». A puntare il dito contro i vertici dell’Azienda è l’unico rappresentante degli studenti in consiglio di amministrazione dell’Adsu, Matteo Paoletti dell’Udu (Unione degli universitari) che aggiunge: «Il pericolo non è del tutto scampato. C’è ancora un protocollo d’intesa che prevede la dismissione dell’ex caserma tra poco più di un anno».
NESSUNA COMUNICAZIONE
«Non posso che essere contento nel leggere le dichiarazioni della presidente sulla certificazione di agibilità per la Campomizzi» spiega Paoletti. «Come consigliere di amministrazione dell’Adsu, però, segnalo con tristezza di apprenderlo solo dai media».
IL PROTOCOLLO
Non bisogna dimenticare, inoltre, secondo gli studenti, che sulla Campomizzi grava la spada di Damocle del protocollo d’intesa sottoscritto il 6 dicembre 2017 tra i ministeri della Difesa e delle Infrastrutture, Provveditorato regionale per le opere pubbliche, Regione, Comune e Agenzia del demanio, che prevede gli studenti fuori dalla residenza entro il 5 febbraio 2023. «Va bene l’agibilità», continua Paoletti, «ora però si chieda la proroga dell’accordo finché non ci sarà una residenza alternativa, completa di servizio mensa».
I TENTATIVI DI CHIUSURA
Paoletti, inoltre, lamenta poca trasparenza nella vicenda. «Fa strano leggere che la salvezza della Campomizzi sarebbe sopraggiunta grazie al vertice politico dell’Azienda, rappresentato dalla Morgante e dal vice Antonio Pensa», dice. «Ripercorrendo quest’ultimo anno, infatti, il 22 ottobre la Morgante ha messo in votazione una delibera per lasciare la Campomizzi entro il 2022, bocciata grazie a 3 voti contrari: il mio, quello di Maurizio Passacantando, rappresentante dell’Ateneo nel cda, e quello di Sara Cecala, espressione nel cda della minoranza politica della Regione. Con i nostri soli voti favorevoli è stata invece approvata la delibera 32/2020 con cui si chiedeva un nuovo accordo e si manifestava la volontà dell’Adsu di restare alla Campomizzi fino al reperimento di una nuova sede». Il 24 marzo 2021, inoltre, la struttura sarebbe stata messa di nuovo a rischio, secondo il consigliere, stavolta per problemi economici, relativi all’insufficienza del numero di residenti. «La presidente dichiarò di non poter mettere in secondo piano l’aspetto economico rispetto ai fini istituzionali dell’Azienda e per questo espresse parere favorevole alla chiusura. Ancora una volta i nostri no salvarono la Campomizzi».
L’AGIBILITÀ
Infine, a luglio scorso, Morgante ha presentato una delibera per vincolare l’apertura della residenza al sì all’agibilità. «Se fosse stata approvata, quest’anno la residenza sarebbe rimasta chiusa», conclude Paoletti. «Sempre noi tre consiglieri abbiamo fatto rinviare il cda sostenendo che finché non sarebbe stato eliminato quel punto della delibera non ci saremmo presentati».
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