Casa di riposo chiusa, in 26 senza lavoro

16 Settembre 2015

Il sindaco Di Pangrazio: stiamo cercando soluzioni sia per i 37 anziani che per il personale della coop

AVEZZANO. Sta lì da oltre 40 anni a ospitare anziani che sotto quel tetto si sono sentiti sempre al sicuro. E, invece, come un fulmine a ciel sereno, è venuta fuori la notizia che la sede della casa di riposo San Giuseppe ad Avezzano, quanto a indice di vulnerabilità sismica, avrebbe la stessa consistenza, o quasi, di una scatola di cartone. La relazione degli esperti che hanno operato su incarico del Comune ha lanciato un campanello d’allarme assolutamente inatteso, al punto che il sindaco Gianni Di Pangrazio ha ordinato l’immediata chiusura del complesso. Viene da chiedersi chi abbia rilasciato a suo tempo le autorizzazioni necessarie per tale attività e in base a quali parametri di sicurezza, se il problema è veramente così grave. E a dover pagare il prezzo più alto sembrano essere i 37 ospiti e i 26 lavoratori della cooperativa che gestisce la casa di riposo, perché l’ordinanza di sgombero non lascia spazio a dubbi o a compromessi. Fermo nella propria posizione è il sindaco Di Pangrazio: «Quando la relazione è arrivata sul mio tavolo stentavo a crederci, ma non ho potuto fare altro che prenderne atto e impartire disposizioni volte ad affrontare e risolvere il problema con la massima urgenza». A cercare una soluzione per gli ospiti e il personale dovrà essere l’assessore al sociale Fabrizio Amatilli: «Stiamo interpellando altre strutture della zona (Canistro, Lecce, Trasacco) per verificare la disponibilità dei posti letto; poi saranno gli stessi ospiti a scegliere la nuova destinazione».

Plinio Olivotto

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