Casa Italia, doccia fredda dal governo

9 Luglio 2018

Il sindaco Casini scrive al premier Conte, i parlamentari del Pd, Pezzopane e D’Alessandro, presentano un’interrogazione

SULMONA. Finisce nella spending review del nuovo governo pentaleghista il dipartimento di Casa Italia, che è stato smantellato. La scelta crea più di qualche preoccupazione a Sulmona, che è stata inserita tra le dieci città italiane che avrebbero dovuto fare da apripista per la prevenzione sismica. Per la città di Ovidio sono stati messi a disposizione 2 milioni e mezzo di euro per un progetto di edilizia residenziale. Il passaggio di governo prima, e il neo-esecutivo nazionale dopo, hanno allungato i tempi della sperimentazione, che vedeva protagonista anche Sulmona.
Il sindaco Annamaria Casini, però, non demorde e investe della questione direttamente il premier Giuseppe Conte. «Abbiamo già una lettera pronta da spedire al presidente del Consiglio», interviene il primo cittadino, «per chiedergli di mantenere in vita il progetto che è il frutto di un percorso avviato sulla necessità di tutelare la nostra città, il cui rischio sismico continua a non essere calcolato. Noi non permetteremo la cancellazione dell’iniziativa e saremo pronti a portare il progetto di mitigazione di rischio sismico in tutte le sedi». Non nasconde la preoccupazione nemmeno l’assessore Antonio Angelone, a cui è stata assegnata proprio la delega di Casa Italia. «Questa è una doccia fredda che penalizza la nostra città», conferma. «Ma mi attiverò immediatamente per confrontarmi con i nuovi canali del Dipartimento di protezione civile per far sì che questa progettualità venga portata a termine». Intervengono, in un inconsueto comunicato congiunto, i consiglieri di maggioranza Fabio Pingue (il cui assessore di riferimento è proprio Angelone) e di opposizione Maurizio Balassone (Sbic), che si appellano alla senatrice sulmonese 5 Stelle Gabriella Di Girolamo. «Visto il suo intervento in Senato sulla prevenzione sismica nei nostri territori», dicono, «venga ora in consiglio comunale a spiegare alla città cosa sta succedendo e quali saranno le prospettive perché il lavoro fatto non venga vanificato. Dal nostro punto di vista, unico rammarico è forse la mancata tempestività della giunta nel cogliere l’opportunità che era stata costruita». Il caso finisce anche in un’interrogazione urgente al premier Conte dei deputati Pd Stefania Pezzopane e Camillo D’Alessandro. «Ora che fine fa la scelta strategica fatta per Sulmona, scelta tra le 10 città d’Italia a ospitare le strutture del Dipartimento?», domandano i due parlamentari. «Lo vogliamo sapere e subito». «Cancellare il Dipartimento non significa cancellare il progetto», interviene il consigliere regionale Andrea Gerosolimo. «Mi auguro, pertanto, che il governo vada avanti speditamente sulla sua realizzazione perché la Valle Peligna è uno dei territori a maggior rischio sismico e Sulmona ha un patrimonio architettonico tra i più importanti del nostro paese. La costruzione di un progetto per la sicurezza delle nostre popolazioni non ha colori politici».
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