Casa Museo, Comune citato in tribunale

Gli eredi della famiglia Signorini Corsi: «Non rispettato l’onere testamentario a custodire e mantenere la collezione»
L’AQUILA. Scontro in tribunale tra gli eredi della famiglia Signorini Corsi e il Comune dell’Aquila.
Pomo della vicenda giudiziaria un presunto inadempimento dell’ente. Essi, infatti, hanno presentato un ricorso civile contro il Comune per sentirlo condannare a quanto deciderà il giudice circa il mancato onere testamentario a custodire e mantenere la Casa Museo che si trova in via Patini in centro storico.
Luigi Signorini Corsi, avvocato e collezionista d’arte (1897-1967), cui è stata dedicata anche una strada in centro storico con la dicitura “benefattore”, lasciò alla città, per dimostrarne il suo attaccamento pur essendo originario della Lombardia, la casa e le collezioni che la arredano.
Nei locali del palazzo cinquecentesco si trovavano mobili d’arte, i quadri e l’intera collezione di monete che si trovavano nelle sale di rappresentanza del suo palazzo di via Patini.
L’avvocato pose come unica condizione che tutti gli oggetti restassero in loco per costituire un tipico esempio di appartamento di rappresentanza di famiglia aquilana. Si tratta di mobili e arredamenti di prestigio e non è un caso che pochissimi anni fa sono state esposte cinque opere d’arte provenienti dalla casa-museo Signorini Corsi a Palazzo Cappa-Camponeschi.
In seguito al terremoto del 2009, l’edificio ha riportato gravi lesioni sulle strutture portanti ed è stato dichiarato inagibile. L’operazione di consolidamento strutturale e restauro dell’edificio, approvato nel 2010, ha avuto un costo di 650mila euro.
Ora i lavori sembrano terminati, ma ancora non si sa nulla di ufficiale in relazione alla riapertura.
Il Comune, con una delibera di giunta dello scorso settembre, ha autorizzato l’ufficio legale a opporsi alla citazione dei ricorrenti presentata a fine aprile del 2019.
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