Casa studente, l’idea dal memoriale Shoah

6 Novembre 2018

Il progetto vincitore del concorso è stato realizzato da quattro laureandi e ispirato al campo realizzato a Berlino

L’AQUILA. Il monumento che commemorerà le otto vittime della Casa dello Studente e con loro i 55 universitari morti la notte del 6 aprile 2009 sorgerà sul terreno originariamente occupato dall’edificio, dove oggi non rimane altro che un moncone delle vecchie mura portanti. L’opera, ispirata al Memoriale dell’Olocausto che si trova a Berlino, consisterà in un grande ambiente sotterraneo diviso in due parti chiuse – una sala del ricordo e un luogo polifunzionale che ospiterà, tra le altre cose, una sala studio – messe, però, in comunicazione tra loro da un’area esterna circondata da mura di calcestruzzo. A elaborare il progetto sono stati quattro laureandi del Dipartimento di Ingegneria civile – Lorenzo Micarelli, Francesco Gabriele, Marco Paolucci e Davide Massimo – vincitori del concorso di idee indetto dall’Università dell’Aquila per la riqualificazione dell’area. Il loro progetto ha avuto la meglio su altre sei proposte, che sono state giudicate da una giuria composta da Simonetta Ciranna e Francesco Giancola, professori della facoltà di Ingegneria, e da Adalgisa Donatelli, docente di restauro all’Università La Sapienza.
INVERARDI. «Il ricordo delle vittime deve aiutarci a costruire una città migliore. Non riusciremo mai a rimarginare la ferita e il dolore prodotti da quelle morti», ha detto nella conferenza stampa di presentazione del progetto la rettrice Paola Inverardi, «se non tenendoci stretto il ricordo di quei ragazzi, che rimarranno nostri studenti per sempre. La loro memoria deve aiutarci, però, a costruire una città migliore».
BIONDI. Tenere viva la memoria, non solo «attraverso l’elaborazione del lutto, ma facendo sì che accompagni un percorso di miglioramento del nostro territorio, per dare un senso a tutte le lacrime versate», è stato il concetto espresso anche dal sindaco Pierluigi Biondi, che ha lanciato una proposta: «Sarebbe bello se due o anche più progetti tra quelli che non hanno vinto venissero utilizzati, in scala ridotta, per riqualificare altri pezzi di città». In quanto ai tempi di realizzazione, Biondi ha lasciato intendere che difficilmente i lavori si concluderanno nell’anno del decennale. Andrà fatto prima uno studio di fattibilità poi andranno elaborati il progetto definitivo e quello preliminare.
GIANNANGELI. «Non volevamo un progetto sterile. Gli studenti morti il 6 aprile», ha detto Simona Giannangeli, in veste di rappresentante del comitato dei familiari delle vittime della Casa dello Studente, «non sono stati uccisi dal sisma, ma dalle scelte scellerate di chi ci ha governato e di chi ha permesso che tutte quelle vite fossero spezzate mentre esercitavano il diritto di costruirsi in futuro. Volevamo un progetto che non si fermasse all’incisione dei nomi su una lapide».
I VINCITORI. «Optando per la creazione di un monumento ipogeo», ha spiegato Davide Massimo, «abbiamo scelto di mantenere un vuoto e di non edificare qualcosa di impattante che potesse andare a confondersi con i palazzi circostanti. Il progetto si basa su una netta distinzione tra due spazi. Uno della memoria che, attraverso alcuni elementi architettonici e la cupezza delle soluzioni cromatiche, evocherà sensazioni di precarietà e claustrofobia. Qui avranno centralità i resti della Casa dello Studente che, però, saranno disposti in modo tale da creare una distanza tra essi e il visitatore, per stimolare la riflessione e il raccoglimento. L’altro spazio, invece, sarà una sala studio, ampia e luminosa, concepita per diventare un luogo di incontro. Tra i due ambienti ci sarà una sorta di frattura, segno che allude al terremoto».
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