Casa Zaccheo, completati i lavori

9 Luglio 2018

La struttura di via Porta Romana darà accoglienza agli indigenti della diocesi

SULMONA. Comincia il conto alla rovescia per l’inaugurazione di Casa Zaccheo. La casa ricovero per indigenti della diocesi di Sulmona-Valva è praticamente pronta, mancano solo gli arredi che arriveranno nelle prossime settimane e poi si stabilirà la data per il taglio del nastro. La struttura di via di Porta Romana farà da dormitorio, servizio docce e lavanderia ed emporio sociale.
«Stiamo concordando con il vescovo gli ultimi dettagli, ma l’idea è di creare una casa di accoglienza per persone in stato di bisogno», spiega il direttore della Caritas diocesana Gianni Cruciani. La diocesi ha guardato anche alla sicurezza sismica dei suoi edifici. Lo stabile di via Porta Romana è stato demolito e ricostruito ex novo. Per ospitare le persone in stato di bisogno la Curia diocesana e la Caritas hanno puntato su una struttura sicura.
Il cantiere è stato inaugurato il 19 novembre 2016 come opera segno del Giubileo straordinario della Misericordia. I fondi raccolti per costruire la struttura sono quelli della Conferenza episcopale italiana (Cei) che ha assegnato 500 mila euro, il resto è arrivato dalla generosità dei fedeli. Per adottare una stanza nei mesi scorsi era partita anche una raccolta fondi. L’opera, fortemente voluta dal precedente vescovo Angelo Spina, è stata realizzata rispettando i tempi.
Un aiuto concreto, dunque, per le duemila persone che vengono assistite per ora solo con pasto caldo ogni giorno e ascolto dai volontari della Caritas diocesana e che a breve avranno anche un ricovero per lavarsi e ricevere cibo. Sono più di 30 i pasti caldi serviti ogni giorno dalla mensa, aperta tutti i giorni a pranzo, in via di Porta Romana, e rimessa a nuovo a settembre. Tra gli ospiti abituali ci sono soprattutto persone della zona, che vivono in una condizione di disagio sociale non essendo abili al lavoro, o che lo hanno perso negli ultimi anni. Nella mensa diocesana viene servito gratuitamente un pasto caldo e abbondante; si accede attraverso un permesso, che viene rilasciato dal Centro di ascolto diocesano. Una particolare attenzione viene prestata ai pasti: si tiene conto, infatti, delle abitudini alimentari degli ospiti, nel rispetto della loro tradizione religiosa.
Dalle statistiche della mensa diocesana, è possibile tracciare l’identikit dei nuovi poveri del Centro Abruzzo. Dal 2011 il numero è quadruplicato, raggiungendo i 2.000 assistiti, 1.500 in più rispetto all’anno precedente. Erano, infatti, 500 nel 2010, 300 nel 2009 e 188 nel 2008. (f.p.)
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