Casalesi, aperta inchiesta satellite

20 Marzo 2015

Possibili nuove contestazioni. La curiosità: Di Tella cerca un tartufo per Zagaria

L’AQUILA. Una vicenda sulla quale da parte degli investigatori c’è la massima riservatezza ma, secondo quanto si è appreso, ci sarebbe in filone satellite nell’inchiesta sulle infiltrazioni dei Casalesi negli appalti. Una sorta di contestazione suppletiva che, comunque, non dovrebbe riguardare gli indagati meno coinvolti nella vicenda. Ma siamo solo all’inizio.

L’arresto dell’imprenditore Raffaele Cilindro, che si presume essere persona vicina ai Casalesi, ha ravvivato il filone investigativo. Due giorni fa è finito in cella Salvatore Tana, un operaio che lavora in un cantiere della ricostruzione a Tornimparte. Un uomo che si sospetta essere vicino ai Casalesi ma non al clan Zagaria e, dunque, si tratta di vicende da non collegare. Anche se un minimo comune denominatore esiste: ovvero una forte presenza di soggetti prossimi ai clan caselesi nell’Aquilano. Che non è poco. Quanto alle intercettazioni circa l’arresto di cilindro, spunta un particolare curioso nei rapporti con l’imprenditore Alfonso Di Tella. Nell’ottobre del 2009 Di Tella ricevette da un intermediario, la richiesta «di reperire un tartufo da consegnare direttamente a Michele Zagaria». Lo stesso Di Tella ha dovuto a sua volta fare da intermediario con il cognato in modo che questi ottemperasse a un ordine dei vertici del clan circa lavori elettrici per Cilindro il quale aveva avuto il compito di riferirlo direttamente a Di Tella.

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