Casalinga colpita da meningite I medici: «Evitare la psicosi»

5 Gennaio 2017

La 53enne è grave nel reparto di malattie infettive, figli e marito sottoposti a profilassi antibiotica Solo oggi si conoscerà l’esito degli esami per capire se si tratta di una forma contagiosa

MORINO. Dal primo gennaio aveva febbre alta e mal di testa sempre più forti. Il medico le aveva diagnosticato una comune influenza. Fino a ieri, quando, all’ennesima visita, ha trovato la paziente in uno stato di incoscienza e con il corpo rigido. Nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano, dove la 53enne è stata ricoverata, è stata diagnosticata una meningite. Soltanto oggi, al termine di esami più approfonditi, si saprà se si tratta di una forma contagiosa.

La donna è residente alla Grancia e da ieri nella frazione di Morino c’è una certa preoccupazione. I medici, però, invitano alla cautela. Le condizioni della casalinga sono gravi ma stabili.

I primi timori ci sono stati nella mattinata di ieri. Diversi residenti hanno visto aggirarsi in paese personale medico protetto da mascherine. Gli infermieri del 118, infatti, si sono presentati nell’abitazione della donna dopo la chiamata del medico di base.

Nel pomeriggio la Asl ha diffuso una nota, confermando i primi sospetti: «Sono in corso accertamenti su una donna, ricoverata all’ospedale di Avezzano, colpita da meningite. Domani (oggi per chi legge, ndr), in seguito alle risultanze delle analisi di laboratorio, che necessitano di determinati tempi tecnici, si conoscerà con esattezza la forma di meningite da cui è affetta la paziente. Si tratta di una donna che è ricoverata dalla tarda mattinata nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano. Subito dopo il ricovero sono scattate immediatamente tutte le procedure di terapia e di profilassi necessarie».

Profilassi antibiotica che al momento ha riguardato soltanto i due figli della 53enne e il marito. Quest’ultimo lavora lontano dalla Valle Roveto e in queste ore sta tornando a casa. Altre persone, a Morino, hanno deciso di sottoporsi a profilassi in modo autonomo.

«I medici dell’ospedale ci hanno detto che non dobbiamo preoccuparci, ma il timore c’è perché tante altre persone in questi giorni sono venute a contatto con la donna», sottolineano alcuni familiari, «nel reparto, fra l’altro, non ci è stato confermato che si tratta di meningite».

Se dovesse trattarsi di meningite pneumococcica (colpisce per lo più adulti e anziani) non ci sarebbero problemi, visto che non causa la trasmissione della patologia ad altre persone, né epidemie, e non necessita, pertanto, dell’adozione di misure di profilassi. Ben diverso sarebbe il discorso se ci si trovasse di fronte a meningite causata da batteri come il meningococco (di vari ceppi, come il tipo B e il tipo C, molto aggressivo, di recente e alta visibilità nelle cronache a causa della sua concentrazione in Toscana e della sua letalità, oppure altri tipi come A, Y, W135).

«Non bisogna creare allarmi perché non ci troviamo di fronte a un’epidemia», sottolineano nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Avezzano diretto da Maurizio Paoloni, «per quanto riguarda la donna della Valle Roveto non sappiamo qual è il tipo di meningite ed è bene precisare che la profilassi si fa soltanto in certi casi. Questo caso rientra nella media stagionale e non si capisce l’ansia o la psicosi di tante persone. In che consiste la profilassi? Nell’assunzione di antibiotici per bocca, una sola volta. Se una persona ha avuto contatti con qualcuno colpito dalla meningite può rivolgersi al proprio medico. La precauzione da adottare può essere la vaccinazione ma, ribadiamo, non devono esserci allarmi di alcun tipo. Per quanto riguarda le precauzioni da adottare, basta seguire una regola fondamentale: lavarsi bene le mani».

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